01/12/2011

In Lavorazione il Saggio: "L'Uomo Extratemporale"

INFO/News: 01/12/2011 - In corso di Lavorazione Editoriale, per la Collana di Studi e Ricerche sez. "Mito e Scienza" diretta e curata dalla prof.ssa Donatella Bisignano, docente e filosofa, il Saggio inedito dell'Autore Stelvio Nunziata, scrittore, saggista, ricercatore metodico e studioso poliedrico, dal Titolo: "L'Uomo Extratemporale", il Dono Mistico dell'Immortalità attraverso il viaggio per la conquista dell'Eternità, edito dalla Casa Editrice CLIODEA.

Un Saggio a carattere filosofico e scientifico sul concetto di vita eterna, intesa come capacità dell'uomo a sopravvivere all'infinito, o per un lasso di tempo più o meno grande, senza dover per questo affrontare la condizione ineluttabile della morte fisica e/o biologica del corpo materiale; il corpo umano e l'anima nel loro divenire dialettico, attraverso un percorso evolutivo, che diviene fisico e scientifico ma anche di ascesi spirituale, e che spinge l'uomo ai confini della propria conoscenza e a desiderare l'eternità.

La "ragione" della Ricerca scientifica più innovativa e i "dogmi" della Fede religiosa, in materia di evoluzione biologica umana e di liberazione "escatologica" dell'essere sulla Terra, sono messi a confronto ed analizzati, secondo uno schema narrativo chiaro e divulgativo ed una chiave di lettura originale e avvincente.

La Redazione

28/11/2011

S. Natale 2011: Auguri

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‎...by www.editricecliodea.com ::: La VERA Cultura è la VERA Civiltà!

Il Libro "La Primavera Rivelata" di Mariarosaria Salerno e tutte le Produzioni di casa CLIODEA sono in vendita onLine su tutti i Portali web e-commerce, nazionali ed internazionali: 

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13/11/2011

14ª Edizione Premio Eccellenze di Calabria

14ª Edizione Premio Eccellenze di Calabria “Omaggio al Musicista ALFONSO RENDANO”: Meeting Artistico-Culturale – Città di Cosenza 2011

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Il Centro Studi Convivio – corso Luigi Fera, 108 CS – con il Patrocinio istituzionale degli Assessorati alla Cultura della Regione Calabria, della Provincia di Cosenza, della città di Cosenza e del Comune di Carolei (CS), presentano per il Turismo e la Promozione Socio-Culturale

la 14ª Ed. del Premio Eccellenze Terra di Calabria 2011: “Omaggio alla figura del grande ed acclamato musicista Alfonso Rendano” (Carolei (CS), 5 Aprile 1853 – Roma, 10 Settembre 1931), pianista e compositore italiano. Il Meeting culturale è in programma per il giorno 4 Dicembre 2011, a partire dalle h. 17.00pm, presso la Sala Congressi dell'Hotel

HOLIDAY INN http://www.hicosenza.it/

 

 

All'Interno della grande KERMESSE culturale sarà presentata la pregevole Opera Editoriale di culto, dal Titolo: “La Primavera Rivelata, chiave di lettura alla decodificazione dei messaggi ermetici e del simbolismo esoterico della Rinascenza (CLIODEA copyright - Cosenza 2011), dell'Autrice prof.ssa Mariarosaria Salerno, docente, scrittrice, saggista e poetessa, vicepresidente dell'Associazione Culturale “CREDENDO VIDES INTERNATIONAL” Onlus di Casa Editrice CLIODEA di prossima istituzione.

Relazionano:

- la prof.ssa Donatella Bisignano, docente, filosofa, resp. dell'Uff. Stampa e Comunicazione (Press & Comunication CLIODEA);

- la dott.ssa Alessandra Primicerio, esperta d'Arte;

- il prof. Pasquale Nicoletti, docente, studioso di materie letterarie, storiche e filosofiche, direttore della Collana di Studi Etnostoriografici e Geopolitica di casa CLIODEA, direttore artistico della CVI Onlus;

- l'avv. Michele Arnoni, avvocato, presidente del Circolo Culturale RE ALARICO di COSENZA, fondatore e promotore del Movimento civico-politico-culturale dell'ATENE della CALABRIA.

Saranno presenti l'Autrice e l'Editore.

 

A coordinare i Lavori del Convegno di Studi la giornalista ing. Giulia Fresca, che introdurrà la relazione della prof.ssa Mariangela Merolla, sul Bello artistico dal Sensismo di Telesio al Sensivismo del M° Aldo del Bianco, Caposcuola del Movimento omonimo, che terrà la Sua Personale dal 5 al 10 dicembre 2011 in Calabria. Previsto anche l'intervento del dott. William Gatto, presidente del Parco Letterario “Tommaso Campanella” con la sua relazione dal Titolo “La Cosenza post-unitaria ai tempi di Alfonso Rendano”. Presiede al Dibattito, il prof. Alessandro Guarascio, direttore artistico del Centro Studi Convivio.

 

Per la premiazione della 14ª Ed. Eccellenze di Calabria sono previsti numerosi interventi multimediali, e riconoscimenti a personaggi illustri del mondo socio-artistico-culturale ed accademico, rappresentanti il panorama nazionale ed internazionale della Cultura Calabrese nel Mondo.

 

Tra i numerosi esponenti ed operatori del Mondo letterario-artistico-scientifico ed economico ricordiamo:

 

Per il Comitato Scientifico

 

- M° Daniela Roma, Ass. Culturale Alfonso Rendano;

- M° Leonardo Saraceni, Direttore della Scuola ACCADEMIA DELLA MUSICA F. CILEA DI COSENZA;

- dott. Pasquale Arnone, manager e produttore cinematografico;

 

Esperti del Mondo della Comunicazione:

- prof.ssa Maddalena Arnoni;

- dott. Franco Abruzzo, giornalista SOLE 24 ORE;

- dott.ssa Gerardina Laudato;

- lo studioso, William Toscano, esperto di studi telesiani e gioachimita;

- La prof.ssa Maria Cristina Parise Martirano, presidente della DANTE ALIGHIERI di Cosenza;

- dott. Pino Greco, giornalista RAI;

- dott. Vincenzo d'Atri, giornalista Emerito RAI;

- dott.ssa Anna Maria Terremoto, Capo Redattore RAI.

 

Esperti della Sanità:

- dott. Stefano Rizzo, Primario Clinica universitaria di Cisanello di Pisa;

- dott. Carlo Zanolini, Specialista in Radiografia ed Ecografia.

 

Esperti nell'Industria e Commercio:

- Cav. Roberto Aiello;

- Cav. Francesco de Caro;

- Cav. Silvano Poli;

- Cav. Angelo Ziccarelli.

 

Comitato per il Bello Artistico

 

Esponenti del Mondo Artistico-Culturale:

Francesco Bitonti, Maria Teresa Aiello, Maria Credidio, Patrizia Lo Feudo, Mimmo Legato, Ivana Ferraro; Luigia Granata, Rosellina Prete, Raffaele Crovara, Roberto Russo, Orazio Romagnano, Pino Gallo ed Enrico Meo.

 

Saluti istituzionali a cura della dott.ssa Silvana Gallucci Zanolini.

 

Nel corso della Manifestazione culturale, sarà proiettato il filmato DVD di Gennaro Calabrese, con la presenza delle Troupe dei Canali RAI e dell'emittente SKY.

Performance musicali e canore della cantante Rossella Falbo, della soprano Marianna Monterosso e del M° Arturo Intuire, pianista; interventi della dott.ssa Anna Liporace, della dott.ssa Teresa Sardone e della dott.ssa Giulia Pancaro.

 

 

Come raggiungere la Sala Congressi HOLIDAY INN:

 

- Autostrada A3 Sa-RC, uscita Cosenza, alla rotonda prendere la 3° uscita quindi proseguire per 800 metri fino all'incrocio principale, girare a destra e l'hotel si trova 150 metri davanti a voi.

- Stazione di Cosenza, prendendo un taxi la corsa dura circa 10 minuti, l'autobus linea 16-17 hanno la fermata nei pressi dell'Holiday Inn.

- Aeroporto di Lamezia Terme, distanza 73 km

http://www.hicosenza.it/it/come-raggiungerci.html  Guarda la Mappa...

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Uff. Stampa e Comunicazione CLIODEA

by Press & Comunication CLIODEA

www.editricecliodea.com

 

09/11/2011

Rassegna Itinerante di Artisti Contemporanei: "La Calabria e i suoi Territori"

In programma la Mostra/Rassegna Itinerante di Artisti Contemporanei dal TITOLO "La Calabria e i suoi Territori" Visioni Contemporane. L'inaugurazione della Esposizione Artistica è prevista per giorno 17 Novembre 2011 a partire dalle h. 18:00pm. presso la Sala Convegni del POLO MUSEALE del MUSEO DEL PRESENTE, in p.zza J.F. Kennedy di Roges di RENDE (CS) ITALY tel:.+39 0984 462493. La Mostra/Collettiva resterà aperta dal 17 al 26 Novembre dal martedì al sabato h.10:00/13:00am. - h.16:00/20:00pm. Espone, tra gli altri ARTISTI di fama Nazionale ed Internazionale, anche, il PITTORE FIGURATIVO M° Roberto Russo.

by Press & Comunication CLIODEA.

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31/10/2011

Intervista/Dibattito al Nuovo Libro "La Primavera Rivelata"

Uff. Stampa e Comunicazione CLIODEA: Strillo/News: OGGI, 31 ottobre h. 15:00pm 2011, presso gli Studi Televisivi di TELITALIA DIGITAL, canale digitale terrestre, a Cosenza, si registrerà l'INTERVISTA/Commento al NUOVO LIBRO della prof.ssa Mariarosaria Salerno, dal titolo "La Primavera Rivelata". TEMA dell'INTERVISTA/DIBATTITO sarà l'ESTETICA del BELLO, nelle sue molteplici epressioni artistico-culturali. Tra gli INVITATI al PROGRAMMA TELEVISIVO, chiamati ad interloquire sul tema filologico e filosofico, ricordiamo anche la prof.ssa Donatella Bisignano, la dott.ssa Alessandra Primicerio, il prof. Alessandro Guarascio, e l'avv. Michele Arnoni. Ospiti dell'EVENTO, inoltre, ESPONENTI del MONDO artistico, culturale e accademico, nonché i rappresentanti delle Associazioni e degli Enti benefici, locali e nazionali.

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Guarda Il Video della Trasmissione Televisiva...http://www.youtube.com/watch?v=VTkejpmpGHA

19/10/2011

4a Fiera del Libro Calabrese: Mostra/Mercato 2011

http://www.fieradellibrocalabrese.org/ :::: In allestimento dal 28 ottobre 2011, la 4a Ed. della Fiera del Libro Calabrese di Lametia Terme :::: Nella Mostra-Mercato sarà presente anche lo Stand della Casa Editrice CLIODEA, con le sue ultime produzioni editoriali! 

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Espositori della Quarta Fiera del Libro Calabrese:

Editrice Cliodea – Cosenza

Città del Sole Edizioni – Reggio Calabria

DD’Ettoris Editori – Crotone

Ferrari Editore – Castrovillari (Cs)

Nuove Edizioni Barbaro – Delianuova (Rc)

Calabria Sconosciuta (rivista) – Reggio Calabria

Casa Editrice Pubblisfera – S. Giovanni in Fiore (Cs)

Casa Editrice Meligrana – - Tropea (Vv)

Rubbettino Editore – - Soveria Mannelli (Cz)

Libri di Calabria Edizioni – Soveria Mannelli (Cz)

Centro Studi Vittorio Butera Edizioni

Casa Editrice “il Coscile” – Castrovillari (Cs)

Casa Editrice InCalabria – Lamezia Terme (Cz)

Coccole e Caccole Edizioni – - Belvedere M. (Cs)

La Rua Edizioni

Satem Edizioni Mediterranee – Mendicino (Cs)

Luigi Pellegrini Editore – Cosenza

Falco Editore – Cosenza

F.P.E. Franco Pancallo Editore – - Locri (Rc)

Mediterraneon Media – Rende (Cs)

Progetto 2000 Edizioni – Cosenza

La Rondine Edizioni – Catanzaro

La Dea Edizioni – Camigliatello Silano (Cs)

Gigliotti Editori – Lamezia Terme (Cz)

La Certosa Edizione – Serra San Bruno (Vv)

Ursini Editore – Catanzaro

Publiepa – Paola (Cs)

 

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Progetti Fiera del Libro 2011

1. Contenuti dell’iniziativa/evento con riferimento agli aspetti artistici e/o tecnici.

L’obiettivo generale è creare la prima condizione necessaria per sconfiggere la mafia:la promozione culturale intesa come cultura diffusa tanto da divenire patrimonio popolare, perché solo così è possibile dare vita ad una società più giusta, più libera e, perciò, più a misura di uomo.
L’obiettivo è scaturito da un’attenta riflessione comune tra l’Associazione Sinergie Culturali e la Fondazione Antiusura “Mons. V. Moietta” che opera a Lamezia Terme dal 1998 e con la quale si è consolidato un ottimo rapporto di collaborazione. La patologia mafiosa va combattuta in “modo globale”. Il motto scelto è: “Insieme è possibile battere la mafia”.
L’Iniziativa/Evento per realizzare tutto questo è “la Fiera del Libro Calabrese (o edito in Calabria) la cui quarta edizione 2011, con i progetti annessi, è tutta mirata a promuovere, attraverso le tematiche scelte, la consapevolezza del modo globale di combattere la mafia.

Le sei tematiche sono:

  1. “Non solo mafia. Cambiare è possibile: l’altra Calabria”
    Portare a conoscenza realtà positive: testimonianze, mostra fotografica, libri (vedi anche – pagine seguenti – progetto per le scuole).
  2. “Demitizzazione della Mafia (‘ndrangheta)”
    Mostrare il suo volto disumano di violenza e di morte, facendo venire meno il “terreno di coltura”, portando a conoscenza la devastazione culturale, famigliare, sociale e soffocamento economico a cui la mafia porta. Guida tra i testi esposti in Fiera e confronto con esperti.
  3. Repressione dei fenomeni mafiosi ed educazione alla legalità
    Necessità di educare alla legalità a partire già dai bambini e dai piccoli gesti quotidiani e presa di coscienza del lavoro della Magistratura e delle Forze dell’Ordine. Proposte formative.
  4. Contro il “particulare” mafioso:Il bene comune: solidarietà e sussidiarietà
    Inculcare modi di essere, di pensare e di agire, personale e sociale per costruire una società libera dalla paura della mafia e più a misura d’uomo.
  5. Combattere le “piccole” arroganze mafiose per la gioia di crescere
    I bambini hanno diritto di crescere in una società più umana, più rispettosa più accogliente e con “spazi” non solo fisici, dove è possibile fare esperienze autenticamente umane.
  6. Per non consentire alla mafia di ucciderla, organizzare la speranza
    Per una società più giusta in cui i giovani possano guardare con fiducia al proprio futuro: istanze e prospettive.

Le sei tematiche saranno il filo rosso di tutti i momenti dell’Iniziativa/Evento e vedranno l’intervento esperti di chiara fama a livello nazionale per la loro competenza antimafia:

  • Prof. Maurizio Fiasco, Consulente della Consulta Nazionale Antiusura e Docente presso la Polizia di Stato;
  • Dr. Antonio Adinolfi, Dirigente Uff. III – Direzione V – Prevenzione Reati Finanziari;
  • P. Massimo Rastrelli, Presidente Consulta Nazionale Antiusura;
  • D. Attilio Foscaldi, Coordinatore Regionale delle Fondazioni Antiusura Calabresi;
  • Dr. Aldo Sirianni, Presidente Fondazione Antiusura di Lamezia Terme;
  • Rappresentante dell’Associazione “Libera” (Don Ciotti).

Vi saranno, inoltre, il Prefetto di Catanzaro, il Procuratore della Repubblica e il Presidente del Tribunale di Lamezia Terme e un alto Dirigente Scolastico.

Coordineranno i lavori: Giornalisti professionisti delle testate calabresi.

 

2. Modalità e tempi di realizzazione dell’iniziativa/evento

La realizzazione dell’iniziativa/evento antimafia e per una cultura alternativa si articola in in tre progetti interconnessi per un’azione più duratura e più incisiva:

A) “Progetto-Madre”: La Fiera del Libro Calabrese (o edito in Calabria), la cui Quarta Edizione, che si svolgerà dal 28 ottobre all’1 novembre 2011 a Lamezia Terme nei Locali del Centro Pastorale di Via Leonardo da Vinci n. 2,è interamente centrata sulla patologia mafiosa, sulla sua comprensione e sulle modalità di contrastarla con metodi e strategie efficaci.

I tre progetti si articolano come segue:

  1. Vengono invitate a partecipare le Case Editrici che hanno la ragione sociale in Calabria e già con la loro“presenza virtuosa”, prima ancora che con le loro pubblicazioni, combattono la mafia, contribuendo a dare volto alla Calabria onesta.
  2. I libri esposti in Fiera dalle Case Editrici dovranno essere stati editi/riediti nell’ultimo quinquennio (dal 2006 alla data della Fiera) e dovranno essere riconducibili alle 6 tematiche di cui alla pagina uno della presente scheda (1. Contenuti dell’iniziativa/evento con riferimento agli aspetti artistici e/o tecnici). I limiti temporali non si applicano ai libri di particolare e noto valore storico/artistico/culturale, che sono di per sé baluardo contro il degrado culturale mafioso.
  3. L’iniziativa/Evento Fiera sarà accompagnato dagli esperti sopra citati, anche con tavole rotonde e interviste/dialoghi. Vi saranno eventi audiovisivi di sensibilizzazione ed un possibile concerto di musica antimafia e per una cultura alternativa ( Kalafro Sound Power).

B) Progetto “Invito alla Lettura in Fiera”. In collaborazione con le Case Editrici che espongono in Fiera, a tutti coloro che acquistano libri in Fiera viene praticato lo sconto del 20%. Lo scopo è di incrementare la compera di libri per promuovere la lettura, perché la cultura è il primo antidoto antimafia, essendo noi consapevoli che “il libro libera”.

C) Progetto “Invito alla Lettura nella Scuola: un Editore, un Autore, un Libro per una Scuola”. La migliore cura antimafia è la prevenzione. L’azione formativa, anche in questa sfera, va intrapresa fin dalle prime esperienze scolastiche e deve proseguire per tutto l’iter scolastico, quando i giovani cominciano a temere per il loro futuro che vedono minacciato dai devastanti condizionamenti mafiosi.

Il Progetto “Invito alla Lettura nella Scuola” 2011 che ha già il Patrocinio dell’Ufficio Scolastico Regionale della Calabria per “la sua grande valenza culturale e formativa” è articolato in tre Sezioni: 1) Scuola Elementare; 2) Scuola Media; 3) Scuola Secondaria (Licei e Istituti vari).

Il libro scelto (vedi regolamento sul nostro sito www.fieradellibrocalabrese.org ), deve essere attinente a una dei sei tematiche del Progetto e di cui alla pagina 1 di questa scheda.

Il libro, scelto all’inizio del’anno scolastico, va studiato criticamente e rielaborato creativamente da un Gruppo-Classe, di modo che gli allievi, a partire dal libro, possano prendere coscienza del devastante stravolgimento culturale, sociale ed economico che il cancro della mafia provoca e creare una mentalità alternativa in cui la mafia non possa attecchire.

C) “Festa Invito alla Lettura”. Si terrà nel mese di maggio 2012: tutti gli elaborati (riflessioni scritte, raffigurazioni, audio, video, secondo i “linguaggi” più consoni a ciascuno: vedi regolamento nel sito sopra indicato) dovranno pervenire, entro il 15 aprile 2012, all’Associazione Sinergie Culturali, che provvederà a consegnarli alle apposite tre giurie di esperti – una per ogni sezione –, le quali nella valutazione terranno conto della capacità creativa ed espressiva e della pertinenza dei contenuti in vista della formazione della “mentalità alternativa in cui la mafia non possa attecchire”. I migliori elaborati saranno premiati nella festa del mese di maggio 2012.

(Estratto da http://www.fieradellibrocalabrese.org/progetti-fiera-del-...)

13/10/2011

Accademia di Musica "Francesco Cilea": Apertura Stagione Concertistica

:::.. Rende, 16 Ottobre 2011, H. 19.30p.m presso la Sala Congressi HOTEL MERCURE: Apertura Stagione Lirica e Concertistica 2011/12 Accademia di MUSICA "Francesco Cilea" (Cs) ITALY. by UFF. Stampa e Comunicazione CLIODEA.

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14/09/2011

FEDERICO II DI SVEVIA E LA CITTA' DI COSENZA

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Comunicato Stampa

 

La Casa Editrice CLIODEA, la Redazione e l'UFF. Stampa e Comunicazione sono lieti di segnalare lo svolgimento dell Convegno di Sudi sulla figura storica di FEDERICO II di SVEVIA nella città di Cosenza, che si terrà venerdì 30 settembre 2011, H. 16.30  presso la Biblioteca Nazionale di Cosenza - Sala Giacomoantonio. L'Evento Culturale è organizzato e promosso dal Circolo Culturale RE ALARICO di Cosenza e dal suo PRESIDENTE AVV. Michele ARNONI.

 

 

 

CON IL PATROCINIO DEL COMUNE DI COSENZA

E LA COLLABORAZIONE MIBAC-Biblioteca Nazionale:

OMAGGIO A FEDERICO II DI SVEVIA
"FEDERICO II DI SVEVIA E LA CITTA' DI COSENZA"

Incontro aperto dedicato alla figura dell'imperatore di Svevia, re di Sicilia, duca di Puglia, principe di Capua, re di Gerusalemme, imperatore dei Romani, re d'Italia e re di Germania.


Lo STUPOR MUNDI e i suoi rapporti con la città di Cosenza: tracce, testimonianze ed eventi a lui legati.

- Dibattito sulla figura di Federico e la sua epoca, con riferimento ai profili dell'arte, dell'urbanistica, della cultura, della politica, della musica e della scienza.

INTERVENGONO:

Pietro DALENA - docente Unical di storia medievale

Coriolano MARTIRANO - storico e scrittore

Fulvio TERZI - architetto, docente Unical

Ines FERRANTE - storica, archeologa, rappresentante dell'Ass. Culturale Sifeum di Castrovillari

MODERA

Michele Arnoni - presidente circolo Re Alarico

SALUTI

Mario Occhiuto - sindaco di Cosenza

IL CIRCOLO CULTURALE RE ALARICO CON L'OCCASIONE PROMUOVE LA VALORIZZAZIONE DELLA STORIA DELLA CITTA' CON RIFERIMENTO ALLA FIGURA DI FEDERICO, CHIEDENDO ALL'AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI INITOLARVI UNA PIAZZA E UN MONUMENTO. 
E' PREVISTA, INOLTRE, LA PROMOZIONE DI UN CONCORSO PER LA REALIZZAZIONE DI UNA SCULTURA DA DONARE ALLA CITTA' DI COSENZA E DA SISTEMARE IN UN LUOGO ADATTO PER CELEBRARE IL PERSONAGGIO.

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08/07/2011

Comunicato Stampa: Meeting Centro Studi Convivio di Cosenza

Comunicato Stampa

 

Il Centro Studi Convivio di Cosenza, con il patrocinio dell'Ass. alla Cultura della Regione Calabria e dell'Ass. alla Cultura della provincia di Cosenza, in collaborazione con l'Uff. Stampa e Comunicazione della C.sa Editrice Cliodea di Atanasio Bisignano Editore, presenta Saverio Salfi, l'intelletto e l'umanità nel sociale, la fede e il libero pensiero.

Sabato 23 Luglio 2011 – inizio Ore 9.00 a.m, presso la Sala Congressi dell'Hotel Tasso di Camigliatello Silano in provincia di Cosenza (Italy).

 

 

Il Meeting culturale, verterà sullo sviluppo del turismo culturale, la cooperazione scientifica, lo sviluppo sostenibile, l'economia bancaria e il microcredito, e la nuova ricerca tecnologica in campo biologico e medico, quale garanzia di salubrità degli alimenti per la salute dei cittadini.

 

Durante il programma dei Lavori congressuali, che prevede oltre ai saluti istituzionali introdotti dalla dott.ssa Antonella Merli, giornalista e moderatrice della Kermesse, anche gli interventi del presidente del Centro Studi Convivio di Cosenza dott. Giovanni Benincasa, le relazioni dell'avv. Ernesto d'Ippolito sulla figura di Francesco Salfi intellettuale, dell'avv. Giorgio Santoro e della dott.ssa Gerardina Laudato; seguono gli interventi dell'avv. Serena Arcuri, sulla cooperazione scientifica e del dott. Eugenio Forlano che tratterà sull'economia bancaria.

 

Nel corso del dibattimento intorno alle ore 11.00 a.m., sarà presentato il primo libro edito dalla casa editrice Cliodea, nella collana di storia dell'arte e architettura dal titolo la “Primavera Rivelata”, chiave di lettura alla decodificazione dei messaggi ermetici e del Simbolismo esoterico della Rinascenza dell'Autrice Mariarosaria Salerno, saggista, poetessa, docente e storica dell'Arte; relazionano sull'Opera l'avv. Michele Arnoni, presidente del Circolo Culturale Re Alarico di Cosenza e fondatore del Movimento civico-politico l'Atene della Calabria; la dott.ssa Alessandra Primicerio, esperta d'arte; il prof. Pasquale Nicoletti, docente materie letterarie, storiche e filosofiche, direttore della Collana di Studi Etnostoriografici e Geopolitica della casa Ed. Cliodea; concluderà la dott.ssa Rosa Femia, medico-chirurgo, idrologa, che relazionerà sulla nuova biologia umana della salute.

 

Ore 13.00 a.m Pausa pranzo.

 

Alle ore 16.00 circa, riprenderanno i lavori del Meeting culturale, con la presentazione al pubblico della seconda Opera edita dalla Casa Ed. Cliodea dal titolo “Economia e Turismo culturale nell'era della globalizzazione” e riflessioni sulla nuova biologia della salute a cura dell'Autore Alessandro Guarascio; relatori saranno: il prof. Coriolano Martirano, storico e segretario perpetuo dell'Accademia Cosentina; la prof.ssa Silvana Gallucci Zanolini; la dott.ssa Elvira Graziani, direttrice della Biblioteca Nazionale di Cosenza; l'avv. Michele Arnoni, l'avv. Assunta Barbara Filice e il dott. William Gatto, presidente del Parco Tommaso Campanella.

 

Ore 17.10 circa, intervento della prof.ssa Anna Liporace, autrice del Libro “Facile manuale di scrittura creativa” edito dalla Falco Editore di Cosenza.

 

Ore 18.00, inizio della Premiazione ufficiale per la consegna del “Premio Eccellenze di Calabria XIII° Edizione”. Saranno premiati: Per l'Editoria e la Comunicazione, la prof.ssa Donatella Bisignano, docente nei Licei, pubblicista, e responsabile dell'uff. Stampa “Press & Comunication Cliodea” ; per la Cultura, il dott. Emilio Tarditi; per l'impegno sociale ed educativo la dott.ssa Anna Liporace; per l'Industria, il dott. Roberto Aiello; per la Sanità, il dott. Carlo Zanolini; per la Competenza Scientifica Internazionale, il dott. Stano Rizzo, primario Clinica Universitaria di Cisanello di Pisa; per il Commercio il sig. Ettore Bruni, storico del commercio a Cosenza.

 

All'interno della kermesse culturale, si alterneranno momenti musicali, artistici e creativi ad opera del M° Leonardo Saraceni, direttore della Scuola Speciale di Musica F. Cilea di Cosenza e della soprano Francesca Rao; ospite d'onore sarà il M° Luciano Manzotti, Pittore di fama internazionale. Saranno presenti nel corso del Meeting, Comitati artistici, scientifici ed economico-sociali, i cui esponenti del mondo letterario ed artistico, faranno parte della Giuria di attribuzione del “Premio Eccellenze di Calabria XIII° Ed.”

 

L'Ingresso è gratuito.

 

 

Uff. Stampa e Comunicazione by CLIODEA

 

07/05/2011

Comunicato Stampa: La Primavera Rivelata di Mariarosaria Salerno.

 

Comunicato Stampa

 

Presentazione Editoriale Multimediale del Nuovo Saggio edito dalla C.sa Editrice Cliodea dal Titolo “La Primavera Rivelata” Chiave di Lettura alla decodificazione dei Messaggi Ermetici e del Simbolismo Esoterico della Rinascenza, di Mariarosaria Salerno, in data 28/05/2011 alle H. 16.30pm presso la Sala Convegni Tokyo del Polo Museale del “Museo del Presente”, p.zza Kennedy di Roges di Rende (CS), Italy.

 

La Casa Editrice Cliodea, in collaborazione con la ClioArt Visual Production by Digital Artist Gabriel Gionel, con i patrocini della Provincia di Cosenza e dell'Amministrazione Comunale di Rende, presenta la Kermesse Culturale sulla Presentazione Editoriale del Libro “La Primavera Rivelata” di Mariarosaria Salerno, edito nella Collana di Storia dell'Arte e Architettura.

 

Indagine Filologica, Artistica e Filosofica sulla celeberrima Opera pittorica della Primavera del grande Maestro rinascimentale Sandro Botticelli, e sulla Storia dell'Estetica a partire dal Rinascimento italiano/europeo sino a giungere all'epoca contemporanea, con riferimenti tematici al pensiero filosofico antico, medioevale e moderno.

 

Il tema centrale del Saggio è la lettura approfondita e l'analisi figurale dei personaggi rappresentati, nella costruzione mitico-storica e allegorica formale del celebre dipinto botticelliano; quindi il simbolismo ermetico, le personificazioni, le metafore e i caratteri distintivi e semiologici utilizzati, propriamente dalla cultura esoterico-soteriologica della “Rinascenza”. Le interpretazioni più accreditate e le nuove ipotesi di studio innovative e multidisciplinari di valutazione, alla luce degli ultimi indizi della ricerca accademica più rigorosa.

 

Il codice “Primavera”, viene decodificato e tradotto nel linguaggio artistico e filologico, attraverso lo studio puntuale e scientifico, con l'apporto dei testi classici, storici e filosofici dei massimi esponenti del Pensiero speculativo antico e moderno; il tutto rielaborato, saggiamente, in chiave personale dall'Autrice.

 

Pertanto, il libro di Mariarosaria Salerno è un funzionale ed agile Manuale di Storia dell'Arte; e insieme anche un Saggio innovativo sull'Estetica, di alto valore divulgativo, per le implicazioni a contenuto didattico e quindi scolastico.

Inoltre, il Testo appare didascalico, per le efficaci e dotte speculazioni filosofiche dell'Autrice, che diventano a pieno titolo elemento prezioso di sintesi e di “conoscenza svelata” del paradigma artistico-letterario, nella vasta e poliedrica “Cultura Accademica Rinascimentale Italiana”.

 

Un'Opera, dunque, questa, che è un'Alchimia, sapiente e misurata di nozioni, note critiche, illustrazioni e tavole a colori, utile a tutti i fruitori dell'Arte rinascimentale, agli allievi degli Istituti secondari d'ogni ordine e grado, agli studiosi delle Università in Italia e all'Estero, alle Accademie e ai Musei; e a tutti quei lettori curiosi, che per la prima volta si avvicinano allo studio e alla riscoperta del mondo meraviglioso, lirico e metafisico che rappresentò l' Arte italiana dei “Maestri” rinascimentali.

 

Relatori


prof. Fulvio Terzi - Architetto e Docente UNICAL

dott.ssa Alessandra Primicerio - Esperta d'Arte

 

prof. Pasquale Nicoletti - Docente Materie Letterarie, Storiche e Filosofiche

Interventi

avv. Michele Arnoni - Avvocato, Presidente del Circolo Culturale Re Alarico di Cosenza, Fondatore del Movimento civico-politico l'Atene della Calabria

prof. Gennaro Nicoletti - Assessore alla Cultura del Comune di Santa Sofia d'Epiro

Modera

prof.ssa Donatella Bisignano - Docente e Resp. dell'Ufficio Stampa e Comunicazione di Casa Editrice Cliodea.

Saranno presenti l'Editore e l'Autrice

Intermezzo Artistico-Musicale
a cura della Scuola Superiore di Musica "F. Cilea"
(Cosenza, via Roma, 80/C)
Performance di:
Francesca Rao - Soprano
Miriam Marano - Pianoforte


All'interno della Manifestazione Culturale, verranno declamate alcune Liriche, dedicate al "Mito della Primavera" del poeta, scrittore e filosofo prof. Ottavio A. Bisignano, tratte dalla Silloge poetica "Se Tace la Musa svanisce l'Incanto" edita dalla Casa Editrice Cliodea.

Seguirà per tutti gli Invitati un breve Happy Hour

 

 

Caratteristiche del Libro

- Formato 15x21, brossura, pag. 360 colore avorio, completamente illustrato con foto B/N e Tavole a colori. Copertina plastificata lucida a colori, con alette.

- Studio Critico Introduttivo a cura della prof.ssa Donatella Bisignano, filosofa e docente nei Licei, resp. dell'Uff. Stampa e Comunicazione di Casa Editrice Cliodea.

- Note Esplicative, Bibliografia Essenziale, Indice delle Figure.

Il Libro sarà disponibile per la vendita a partire dalla fine del mese di Maggio 2011, al prezzo di copertina di 24,00 Euro.

- Il Libro sarà fruibile, anche in formato digitale e-book, su file Pdf. eseguibile, al costo promozionale di 12,00 Euro a copia.

Per info e prenotazioni editoriali:. www.editricecliodea.com su Contatti!
Per ordini on line:. atanasiobisignano@yahoo.it
Per ordini telefonici e fax:. +39 0984 482565 con segr. Telefonica.

Uff. Stampa e Comunicazione

Resp. prof.ssa Donatella Bisignano

 

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27/04/2011

La Primavera Rivelata di Mariarosaria Salerno

 

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Note Biografiche


Mariarosaria Salerno, nasce a Reggio Calabria, risiede a Cosenza, dove insegna, attualmente, Disegno e Storia dell'Arte negli Istituti Superiori.

Laureata in Architettura presso l'Università degli Studi di Reggio Calabria, si è specializzata a Roma in Tecniche della Conservazione dei Beni Culturali, conseguendo anche i titoli di Tecnico V.I.A. e di Addetto alla P.A., presso l'Istituto Superiore Europeo di Studi Politici, di Reggio Calabria.

Pluriabilitata all'insegnamento ha collaborato a numerosi progetti ministeriali, ed ha conseguito numerosi riconoscimenti in premi e concorsi letterari: Premio LISSPAE, Latina, 1989; Premio Nazionale “Mater”, Carrara, 1990; Premio Lett. Naz. ”Alfonso di Benedetto”, Chiusia Pesio (Cn), 1990; Premio “Citta’ del Marmo “, Carrara, 1990; Premio “Natale”, Carrara, 1990; Premio Internazionale permanente “Oggi futuro”, Reggio Cal., 1990/1991; Premio “La Nostra Italia”, Latina, 1990; Premio “Città di Latina”, Latina, 1991; Premio Naz. “Primavera Strianese”, Striano (Na), 1991; Premio Lett. Internaz. “Trofeo degli Appennini”, Luco, 1991; Premio Internaz. “Nuovi Orizzonti”, Sorrento, 1991; Premio Internaz. “Seleuropa”, Luco, 1991; Premio Lett. Internaz. “Valori della Vita”, Napoli, 1991; Premio “Calabria 79 ”, Praia a Mare (Cs), 1991; V° concorso Lett. Internaz. “Giovanni Gronchi”, Pontedera (Pi), 1991; XXI° Conc. Internaz. “Golfo di Napoli”, Sorrento, 1992; XXIII° Conc. Internaz. “Giuseppe Ungaretti”, Sorrento, 1992; Premio Lett. Naz. “Dante Alighieri”, Montecatini, 1992; XXIIIª Ed. Conc. Internaz.”Premio San Valentino”, Terni, 1992; XXIIª Ed. Conc. Internaz.”Premio Madre Terra, Sorella Acqua”, Assisi, 1993; I° Premio Lett. Naz. “Omaggio a Giacomo Puccini”, Lido di Camaiore, 1993; Concorso Lett. Internaz. ”Premio Umbria”, 1993; Premio “Citta’ di Viareggio”, Lido di Camaiore, 1993; Concorso Internaz. “G. Ungaretti”, XXVIIIª Ed., Napoli, 1998; I° Premio Lett. Naz. “Giuseppe Federici, Rimini, 1999; Premio Internaz. “Citta’ di Santa Maria a Monte”, 2000; Premio Naz. “Litorale Pisano”, Pisa, 2000; Granpremio Internaz. “Interart”, Carrara-Hallstahammar, Carrara e Hallstahammar (Svezia), 2000; Concorso Internaz. “Citta’ di Avellino”, Avellino, 2001; Premio Nazionale Histonium, XXIVª Ed. Vasto ( Ch), 2009; I° Concorso di Poesia inedita “ il Federiciano”, Rocca Imperiale (Cs), 2009. VIIª Rassegna d'Arte e Letteratura “Omaggio a Cortona, Storica città d'Arte, Cortona, 2010; Rassegna d'Arte e Lett. “La Vela e il Mare, Lido di Camaiore, 2010; IVª Biennale d'Arte e Lett. “Omaggio alla Città di Roma, Roma 2010; Premio nazionale “Histonium”, XXVª Ed., Vasto (Ch), 2010; Premio Internazionale di poesia “Tropea: Onde Mediterranee”, 8ª Edizione, Tropea, 2011.

L'Autrice è presente in numerose antologie poetiche e riviste, con poesie, racconti e saggi; per di più ha collaborato con recensioni e racconti alla rivista “Gli Artisti del giorno”, Cuneo, 1990-1991; ed ancora con diversi articoli a carattere storico-artistico e poesie che sono presenti nel periodico “L'Altra Reggio”, 1990-1991. Successivamente ha curato per l'Istituto d’Arte di Locri (Rc) “L’Annuario 1998”; ha pubblicato il volumetto “Castelli di Calabria - Storia, Arte, Folklore”, Ed. Pellegrini, Cosenza, 1999; ed ha collaborato con la rivista “Nuova Dimensione” con articoli a carattere storico, artistico o antropologico, Vibo Valentia, 2003-2004. La Scrittrice è presente, anche, con una sua analisi inserita nel ”I° Quaderno del Liceo”, 2006, realizzato dal Liceo Classico di Trebisacce (Cs), su una ricerca condotta dal prof. Bellino dell’Universita’ di Napoli sulle problematiche adolescenziali; infine ha pubblicato una prima Silloge poetica intitolata “Pennellate d’Azzurro”, Ed. il Filo, Roma 2008; ha pubblicato il volume intitolato “Il Portale nei secoli”, l’Officina delle Idee Edizioni, Cosenza, 2009; e di recente ha pubblicato per i tipi di Editrice Cliodea la Silloge “Le Parole del Cuore” Cosenza 2010; ed è diventata Redattrice per la Calabria di Cronache Italiane, testata dell'Ansa.

Oltre a ciò, per il liceo classico di Melito Porto Salvo (Rc), ha curato i costumi e le scene della “Medea”, 1995; per l'IPSSCTSP di Vibo Valentia ha realizzato le scenografie della rappresentazione teatrale “La Giara”, 2001; ha collaborato alla realizzazione di mostre e di carri allegorici di carnevale per l'Istituto Statale d'Arte di Locri (Rc), 1998-1999, per conto del quale ha prodotto uno studio sul “gioiello magnogreco”, la cui collezione è stata poi realizzata dall'orafo Gerardo Sacco; ha realizzato le scenografie della rappresentazione teatrale “Changing”, organizzata dal Liceo Scientifico “E. Fermi di Cosenza, 2010; è presente in cataloghi artistici e siti internet con recensioni d'arte, tradotti anche in lingua straniera; è stata relatrice in numerosi convegni e conferenze; è entrata a far parte del Comitato tecnico-scientifico della Casa Editrice Cliodea, in qualità di direttrice e curatrice, della Collana editoriale di “Storia dell'Arte e Architettura”, nonché Vice Presidente dell'Associazione Culturale “Credendo Vides International Onlus”, di prossima istituzione.



Premessa dell'Autrice



L'Arte ha da sempre celato misteri interpretativi connessi al momento storico in cui si è realizzata, alle civiltà presso la quale si è evoluta, alle funzioni che l'opera d'arte doveva assolvere. Così da un'arte primitiva, simbolica, con funzione magica o propiziatoria, si è passati ad espressioni artistiche più razionali, che utilizzavano regole e leggi, applicavano canoni, ricercavano nuove tecniche.

Attraverso i secoli, l'Arte si è posta numerose domande ed ha cercato di risolvere problematiche tecniche, funzionali ed estetiche di notevole interesse scientifico, coinvolgendo ambiti sempre più vasti e specialistici. Tuttavia, storicamente, non sempre, gli artisti hanno goduto di grande fama ed attenzioni, che fossero considerate degne di vera lode e gratitudine, per i successi artistici, conseguiti dai medesimi. Eppure, gli artisti, soprattutto nel Rinascimento, non sono stati solo dei semplici “esecutori di opere” o “degli artigiani”, come erano ritenuti nel Medioevo, difatti, l'artista rinascimentale era stimato come “uomo colto ed erudito”, “un profondo osservatore della natura”, “un ricercatore attento e minuzioso”, conoscitore di ambiti disciplinari molto diversi tra loro, eppure non sempre questi aspetti, sono stati tramandati con esattezza sullo sfondo dei fatti più salienti della storia.

Solo in alcuni casi, come è accaduto, ad esempio, per Leonardo da Vinci, per Piero della Francesca, per Leon Battista Alberti, è stato possibile rilevare l'importanza dello studio effettuato da quegli illustri personaggi di quel secolo, essendo che i loro scritti, appunti e trattati sono pervenuti integri fino ai nostri giorni. Di Leonardo, inoltre, ci sono giunti svariati scritti (appunti, schizzi, lettere, ecc.) ai quali si è potuto concretamente attingere, per avere informazioni sugli studi di ingegneria militare, di architettura industriale, di meteorologia, di fisica, di anatomia, di tecnologia, ecc. Anche i trattati di Leon Battista Alberti, sulla pittura, sulla scultura e sull'architettura hanno prodotto una svariata quantità di informazioni. Così pure, per quel che concerne la produzione artistica e letteraria di Piero della Francesca. Tra gli artisti-letterati, di gran fama, il Vasari si è rivelato una delle fonti più accreditate ed attendibili.

Questo lavoro, pertanto, non vuole solo fare emergere l'importanza dell'arte in un particolare periodo storico, artistico, e sociale come quello rinascimentale; ma vuole nel contempo far conoscere ai lettori la grandezza di una singolare personalità artistica, in questo caso, il Botticelli, ed evidenziare le numerose difficoltà riscontrate dai critici o studiosi, anche, dell'arte moderna ad interpretare adeguatamente e correttamente tutta la sua produzione artistica, attraverso l'analisi di un'opera meravigliosa, celeberrima, come è appunto, “La Primavera”.

La Primavera, che Botticelli ha caricato di significati, velandone il vero senso del racconto alle moltitudini, per mezzo di simbolismi tra i più misteriosi ed indecifrabili, pure ad una lettura più attenta, risulta che il Maestro in questione non utilizzò un solo “codice”, ma diversi codici interpretativi. La scelta da parte mia di questo titolo: “La Primavera Rivelata” nasce, proprio perché, il termine “rivelare” cela significati sottili e contingenti, infatti il verbo “velare”, vuol dire celare, nascondere, coprire con un velo; mentre la parola “rivelare” vuol dire rendere manifeste le cose sconosciute, segrete e misteriose. La Primavera, che volutamente è stata velata nella sua essenza con l'uso di simbolismi criptici ed esoterici, ora più che mai rivela la sua vera identità.

Il presente studio si sviluppa attraverso cinque Capitoli, ognuno dei quali cercherà di chiarire quegli aspetti specifici congiunti all'opera; ed inoltre servirà per una completa ed articolata comprensione della medesima. Il primo Capitolo, di introduzione, focalizza l'attenzione sull'autore e sul ruolo degli artisti nel Rinascimento. Il secondo Capitolo, trattando il significato figurale e retorico dell'opera d'arte, si trasforma in substrato per la comprensione del Terzo, che entra, al contrario, nel vivo dell'indagine, attraverso una “lettura” metodologica dell'opera, trattando varie ipotesi e vagliando fonti, motivazioni, elementi reali e non, per cercare di giungere ad ipotesi attendibili. Vengono, inoltre, confrontate tesi, opinioni, ricerche, studi, critiche; tutte notizie interessanti, tutti apportatrici di piccoli tasselli nella realizzazione di un grande “puzzle”, e cioé svelare “il mistero, o meglio i misteri, della Primavera”.

Il quarto Capitolo si sofferma sul concetto di bellezza nelle varie epoche e quindi sull'estetica. Infine il quinto Capitolo rivela il linguaggio dei fiori, che sono molto presenti nel quadro. Naturalmente, ringrazio tutti coloro che mi hanno incoraggiata nel portare avanti questo mio studio e mi hanno aiutata nel reperimento di materiale più o meno interessante per la completezza del saggio, trattando ambiti molto diversi, dalla storia, alla filosofia, dal simbolismo, alla floricoltura, dalle tecniche, alla psicanalisi.

In particolare ringrazio di cuore il mio editore, Dott. Atanasio Bisignano, che da uomo colto e raffinato; e da “iniziato”, ha compreso i significati più criptici e profondi del saggio, sostenendomi ed aiutandomi. Un ringraziamento sentito lo esprimo nei confronti dell'Arch. Prof. Fulvio Terzi per aver fornito informazioni e materiale critico di grande importanza; un caro e affettuoso ringraziamento lo rivolgo pure alla collega ed amica, Prof.ssa Donatella Bisignano per tutto il lavoro di revisione e per i consigli e suggerimenti che mi ha dato per la trattazione filosofica; e al padre di lei, Prof. Ottavio A. Bisignano, per aver voluto arricchire ed impreziosire, il mio lavoro con le sue opere poetiche; ed infine, un doveroso ringraziamento lo rivolgo anche al collega Prof. Antonio Niccoli per avermi reperito materiale e saggi, molto utili alla realizzazione di questa opera.

Mariarosaria Salerno


Studio Critico Introduttivo




(...) Non ti ho fatto né celeste né terreno, né mortale né immortale, perché di te stesso quasi libero e sovrano artefice ti plasmassi e ti scolpissi nella forma che avresti prescelto. Tu potrai degenerare nelle cose inferiori che sono i bruti; tu potrai, secondo il tuo volere, rigenerarti nelle cose superiori che sono divine. - (...) Nell'uomo nascente il Padre ripose semi d'ogni specie e germi d'ogni vita. E a seconda di come ciascuno li avrà coltivati, quelli cresceranno e daranno in lui i loro frutti. (...) se sensibili, sarà bruto, se razionali, diventerà anima celeste, se intellettuali, sarà angelo, e si raccoglierà nel centro della sua unità, fatto uno spirito solo con Dio (...).”

Pico della Mirandola (“Oratio de Hominis Dignitate”)


Questo nuovo libro dal titolo: “La Primavera Rivelata”, che la Professoressa Mariarosaria Salerno, esperta e insegnante di Storia dell'Arte, ci offre come dono della sua anima profonda, sensibile e religiosa - dopo una mia attenta analisi e lettura - si rileva molto interessante, pregevole e prezioso al pubblico di ogni età e formazione scolastica, sia dal punto di vista didattico, che dei contenuti conoscitivi, trasmessi da Ella con dovizia e cura dei particolari; ed ancora con acume e perspicacia di abile studiosa, che ha affrontato la materia qui trattata, ricorrendo anche all'apporto e al confronto delle varie discipline; e allo studio autorevole o ai contributi degli studiosi e dei critici d'arte di gran fama. È, infatti, leggendo l'argomento principale del testo e cogliendone, pure, l'aspetto non soltanto tipografico e illustrativo; ma anche fotografico e grafico - senza alcun dubbio molto ben curato - c'è molto da apprendere e da comprendere, dato che l'Autrice, con questa nuova pubblicazione, a carattere ampiamente divulgativo - che ben merita - giunge alla bellissima riflessione che “l'arte non è imitazione”, ma creazione di mondi simbolici, attraverso il potere dei suoi stessi strumenti e dei suoi linguaggi; in altre parole essa è “invenzione”; e secondo una visione più ampia, è apportatrice “di verità” oppure ancora è presentazione “di un mondo”, che può apparire per alcuni tratti meraviglioso e inusuale; inquietante, incomprensibile e oscuro; per altri gioioso e bello - quest'ultima concezione troverà, inevitabilmente, poi, la sua massima espressione persino nella questione “etica”.

Il grande archeologo e storico dell'arte Winckelmann scriveva: “Un popolo bello produce cose belle”.

A questo proposito, esplicitando ulteriormente il punto di partenza di tale definizione si rielabora, altresì, che l'arte non è “né produzione di puri segni come quelli della matematica”, “né semplice riproduzione funzionale di un'immagine”; bensì una qualsiasi opera d'arte esibisce “forme sensibili e significative” che possono essere figure a duplice o a molteplice senso, cioè “i simboli”. In vero, l'arte esprime una verità ancora più profonda di quella, oggetto della filosofia, attraverso “l'invenzione poetica”. Se appunto la conoscenza filosofica può dirsi limitata, la conoscenza poetica, come allo stesso modo l'arte permettono di cogliere le infinite sfumature della realtà, dell'Universo; proprio attraverso “la capacità creativa della nostra mente umana” ed ancora attraverso la piena libertà, la sensibilità e l'intuizione, che sono le qualità tipiche possedute dall'artista-genio. Pertanto, l'opera creata diviene la traccia, per comprendere appieno tutta l'interazione tra la realtà e le qualità appena menzionate, che sono comuni a tutti gli uomini; ma che solo l'artista, proprio perché è tale, sa esprimere e oggettivare.

Ora questo nuovo modo di intendere l'arte trova la sua massima espressione, proprio, nel secondo Cinquecento; a tal proposito basti ricordare il significato essenziale dato ad essa dal filosofo campano Giordano Bruno, che ne valorizza la dimensione fortemente creativa, come produzione di novità, di crescita; e perché no, anche come espressione puramente “personale e spirituale”. Ogni artista ha una “sua poetica” da tradurre e realizzare nella propria opera; pertanto oltre ad aver uno spiccato estro creativo avrà anche un progetto, un sogno o un'aspirazione da sviluppare; senza però tralasciare anche l'aspetto emozionale, affettivo, bizzarro - caratteristiche in questo caso - possedute dall'artista-creatore.

In tal modo, cambia il significato del termine “arte” inteso come tèchne, che era in uso appunto nel Quattrocento; infatti con ciò si indicava un sapere fondato su un sistema di regole da trasmettere, apprendere e verificare; per trasformarsi in qualcosa dippiù creativo, originale, personale, estetico, che rivela e conduce “alla verità”.

Il tema del testo, qui presentato, oltre a porre nuovi interrogativi, credo che si sviluppi e si articoli - in una forma molto ampia e naturalmente approfondita - su più temi; difatti la Salerno, passa in rassegna tutte le interpretazioni passate e moderne, del quadro; per arrivare poi al nuovo modo di ripensare l'arte, di rivalutare la vita tenendo conto di come, oggi, più di ieri ci sia una spasmodica ricerca del “bello” o “della bellezza”; e forse il motivo di una simile condizione, va ricercato proprio nel fatto, che adesso non solo nel nostro piccolo o nella nostra quotidianità; ma credo nell'intera Umanità stia avvenendo - in maniera inesorabile - la disgregazione “di quei valori tradizionali”, da sempre difesi e trasmessi alle generazioni future; basti pensare, a tal proposito, a quegli ideali di forte stampo platonico quali: il bene, il buono, il bello, la giustizia, la virtù, la verità, l'amore per il prossimo e l'eros; per trattare poi finanche la questione “dell'estetica”, del “gusto”, “del sentimento”, “dello stupore”, “del genio”, “della creatività” e “dell'immaginazione”, “della natura e del suo rapporto con l'uomo”, dell'articolazione “tra forme e colori”, “delle reazioni o dei meccanismi psicologici” per cui un'opera può dirsi bella o brutta, “dell'innamoramento”, “della poesia”, “del mito”, ecc. ecc.

Non a caso, la professoressa Salerno, all'interno del suo saggio cita anche il Bisignano - scrittore e poeta - annoverato tra i più autorevoli studiosi contemporanei. Il professore Bisignano è riuscito con doviziosa precisione a far comprendere l'importanza del mito greco anche ai giorni nostri; e questo perché dietro “i racconti leggendari” o “le scene favoleggianti” si riscopre sempre la vera conoscenza, la memoria storica e il passato che rivivono a dispetto del mutare continuo, che caratterizza la nostra esistenza; ed allora, ecco che ogni cosa la si coglie nel suo contrario; nella sua veste dualistica, mitico-simbolica, religiosa, spirituale e terrena, nonché nella sua interezza. Per essere più precisa - in questo caso - mi piace richiamare l'attenzione del lettore, proprio a due delle sue poesie, contenute nel testo, dal titolo: “Composizione di sogno e realtà nel quadretto descrittivo della Primavera” e “Il Mito della Primavera”, con cui l'Autore celebra poeticamente e con maestria le sensazioni che si provano e che si osservano all'arrivo della primavera, che rappresenta la rinascita, la vita, la natura che germoglia dopo il lungo letargo dell'inverno. A tal proposito, ecco cosa scrive Bisignano:

Appena Persèfone / si liberò dall'abbraccio / di Ade, fosco dio / dell'Averno, per ricongiungersi / alla madre Demètra, / dèa della terra / e della fertilità, / la luce del sole / ritornò ad inondare / i campi sterili / e la vita / riesplose nei primi / germogli del grano, / dell'erba e dei fiori, / dei frutti degli alberi / avvizziti / e nel fluire delle acque / limpide / dalle fonti disseccate”. /

Come si può leggere il poeta ha ripreso nei suoi versi “il mito greco di Persèfone” che nella trasposizione latina diventa “il mito della dèa Proserpina”, che racconta di come l'arrivo della Primavera sia sancito proprio dall'arrivo di questa divinità sulla terra, che porta con sé l'abbondanza; e che il suo ritorno nell'Ade, sei mesi dopo, coincida con l'arrivo dell'autunno e dell'inverno, per ritornare a rinascere, nuovamente, con la vegetazione, la primavera successiva.

Dunque, anche oggi, si riscopre fondamentale il ritorno al mito e gli studenti dovrebbero studiare con passione i racconti mitologici, proprio perché il linguaggio usato nei miti, oltre ad essere universale ha una forte impronta educativa, basti pensare che esso ha lo stesso valore dato “alle favole che noi adulti raccontiamo ai nostri bambini”. Il mito è importante perché è diretto, schietto e apre la mente al passato e alle diverse interpretazioni, che ci permettono di cogliere la complessità della nostra vita, migliorando la nostra capacità di vedere, capire e comprendere noi stessi e gli altri; senza trascurare anche la sfera sessuale o erotica. È altrettanto importante comprendere che il mito e i suoi simboli utilizzano un linguaggio, che parla per immagini, appunto - lo ribadisco - per simboli, che ci permette di comprendere maggiormente la realtà, recuperando il ricordo, migliorando la nostra creatività e pure l'aspetto ludico; ed ancora, ci permette di entrare in relazione gli uni con gli altri, di comprendere il nostro intimo, le cose, le situazioni, le persone, le strutture sociali, le tradizioni, i riti.

Ma, ritornando al Bisignano, vorrei concludere, citando brevemente alcuni degli altri versi - che a mio parere - sono dotati di straordinario lirismo, di grande impatto emotivo e di forte “immagine evocativa”. Ecco, quanto scrive il poeta: “Sonnolenza e torpore / del risveglio. / Io vivo / tu vivi / respirando / l'aria di questa primavera / che ci porta l'euforia / di una stagione vissuta”. /

Ed ancora: “Tutta la vegetazione si libera / dalle brume dense dell'inverno / ai primi tepori primaverili. / Intorno a noi un tappeto / di colori su cui si frange / un rivolo di luce”. /

Senza dubbio molto bravo il poeta nell'essere riuscito ad esprimere la vitalità, i colori, ed il tepore tipici della stagione primaverile, che regala ai due amanti benessere, gioia, emozioni e tanta bellezza. Diceva il filosofo greco Platone: “la potenza del bene si è rifugiata nella natura del bello”. Dopo questa breve parentesi, che era giusto fare, riprendo il mio discorso sull'analisi del testo ed ancora mi soffermo sull'opera d'arte, per chiarire qualche altro elemento, che a mio avviso non va tralasciato, in merito alle attività o facoltà artistiche. Insomma, questo modello rappresentativo, qui riproposto e rispolverato, di quel determinato periodo storico, porta inevitabilmente all'idea che l'opera d'arte ha a che fare con la verità, di cui noi stessi alla fine ne siamo parte. A testimonianza di quanto è stato detto vi rimando allo studio del pensiero filosofico di Giambattista Vico - filosofo e storico - che sosteneva difatti “che l'arte aveva il compito di custodire e rivelare una verità originaria; per cui l'arte è la verità in se stessa. Anzi essa esprimeva verità intraducibili e di superiore densità simbolica, mettendo in contatto l'uomo antico direttamente con le verità fondamentali dell'esistenza, del cosmo e della storia; e in ultima analisi proprio con il divino”. Ed ancora, egli dice: “che il mito non è un'allegoria di concetti astratti, né una narrazione di fatti accaduti, ingranditi dall'immaginazione; esso nasce dall'intuizione della fantasia, assumendo come la poesia un significato storico”.

Ma questo lavoro, che io ritengo essere “un buon manuale” di apprendimento, che tutti dovrebbero studiare, non fa riferimento solo al variegato mondo dell'arte o alle emozioni che possono trapelare ponendoci di fronte ad una tela come quella del Botticelli; nel caso specifico “il quadro della Primavera”; ma soprattutto ci offre gli strumenti necessari per cogliere gli aspetti enigmatici, metafisici, filosofici, storici e biografici, che quest'opera pittorica ha comunicato e continua a trasmettere, malgrado sia passato molto tempo, alle giovani generazioni di questa nostra realtà odierna.

Ecco, dunque, la bravura dell'Autrice, che sa mettere insieme nel libro - in una chiave interpretativa moderna - tutti gli elementi, ovvero quei criteri necessari per giudicare in pieno quest'opera mirabile del Botticelli; ed apprezzarla non soltanto esteticamente, ma riconsiderandola valida e apportatrice di ulteriori verità, che trapelano dalla vita, dalla cultura, dalle intenzioni, dall'epoca storica in cui l'artista è vissuto, nel suo tempo e nel suo spazio, ovvero la sua storia, compiendo perciò un passo in avanti. Scrive il filosofo e storico italiano Benedetto Croce: “L'arte può essere definita quindi come intuizione-espressione, due termini inscindibili, per cui non è possibile intuire senza esprimere né è possibile espressione senza intuizione. Ciò che l'artista intuisce è la stessa immagine (pittorica, letteraria, musicale ecc.) che egli per ispirazione crea da una considerazione del reale, nel senso che l'opera artistica è l'unità indifferenziata della percezione del reale e della semplice immagine del possibile. La distinzione tra arte e non arte risiede nel grado di intensità dell'intuizione-espressione. Tutti noi intuiamo ed esprimiamo: ma l'artista è tale perché ha un'intuizione più forte, ricca e profonda a cui sa far corrispondere un'espressione adeguata”.

Dunque, la felice intuizione del Croce sta nell'aver rivelato l'importanza del ragionamento estetico e nell'aver sostenuto “quelle verità filosofiche che la storia, di volta in volta distrugge; ma che, alla fine, sono alla base delle nuove verità”. L'Autrice, dunque, illustra in maniera particolareggiata ogni singolo aspetto del quadro botticelliano - senza tediare in alcun modo il lettore - toccando in ogni Capitolo, tutti gli aspetti che possono dirsi congiunti all'Opera e non; passando di volta in volta a setaccio - come avrebbe fatto “un novello Sherlock Holmes” il percorso storico, i vari criteri interpretativi che, proprio a partire dall'età rinascimentale fino ad arrivare ai giorni nostri, sono stati applicati al quadro, per arrivare a conoscere quale potrebbe essere stato il vero motivo, che abbia spinto il geniale Botticelli a raffigurare nella sua tela, quei nove personaggi ritratti sullo sfondo costituito dagli alberi del boschetto carichi di frutta disposti a semicerchio e il prato cosparso di fiori; ed ancora quale potrebbe essere il vero significato che si cela dietro quelle linee morbide e flessuose, a tratti leggiadre di straordinaria bellezza ed armonia, i cui colori a tempera tenui balzano alla vista di chi si lascia rapire “la psiche e l'anima”. Opera eterna, intramontabile, commentata da generazioni di critici, studiosi o semplici studenti, professori, turisti e osservatori, che ogni giorno visitano la meravigliosa galleria degli Uffizi a Firenze.

Ma che, se letta con uno sguardo nuovo, curioso e con spirito indagatore; magari "pensando a come pensava l'artista", rivelerà segreti inaspettati, a chi è dotato, oltre che di uno spirito critico, anche di forte sensibilità! Vi sono numerose interpretazioni relative al dipinto, e l'una o l'altra critica messe a confronto risultano positive, perché ci permettono di completare “quel puzzle” fatto di conoscenze e vari ragionamenti, e qualche volta non mancano i dubbi e le incertezze, che seppur contrastanti fra loro ci servono in toto per arrivare fino in fondo alla verità.

La Salerno con questo suo studio non fa altro che mettere insieme queste interpretazioni, le confronta e alla fine si scopre - e questo lascia un po' tutti basiti - che nell'opera si trova ogni tipo di argomento: si spazia dalla mitologia (un ritorno a soggetti mitologici - basti pensare infatti alla ripresa di un racconto mitologico del poeta latino Ovidio - così il dio del vento (Zefiro) insegue la ninfa Clori e la trasforma in Flora, la dea dei fiori della primavera) alla filosofia (il neoplatonismo di fine '400); dall'astronomia all'astrologia; dalla letteratura (la scena rappresentata ha delle assonanze con i versi del Poliziano, è stata tratta con tutta probabilità da un passo “dell'Asino d'oro” romanzo di Lucio Apuleio scrittore latino del II secolo d.C) alla storia (la storia personale vissuta dall'artista o dal fruitore); dalla matematica alla geometria; dalla fisica (i corpi e le vesti appaiono senza peso) alla botanica (nel quadro figurano quasi cinquecento specie di piante, fra cui centonovanta fiori); dalla danza (le Grazie ballano intrecciando le loro mani) alla teologia (quel giardino pieno di fiori doveva rappresentare forse il Paradiso); dalla filologia alla simbologia ecc.

Con Botticelli scrive, infine, lo storico dell'arte Giulio Carlo Argan: “Per la prima volta un pittore del Rinascimento tende al "bello" come fine supremo”. Questa tela sarebbe stata commissionata a Botticelli per il matrimonio di Lorenzo di Pierfrancesco, giovane cugino del Magnifico, con Semiramide Appiani, avvenuto nel 1482: si sarebbe trattato, dunque, di un quadro-sermone, volto a spingere il giovane Medici allo studio della retorica e della poesia? Tanti sono gli interrogativi e molteplici sono i dubbi che affollano la nostra mente, nel tentativo di dare la giusta interpretazione alla tela; anche se poi non mancano le risposte!

Ma procediamo per gradi con la descrizione delle possibili interpretazioni. Innanzitutto a Botticelli vanno i meriti dell'aver saputo esprimere la bellezza spirituale, ossia quella capacità di riconoscere ed apprezzare il bello, il bene e il vero.

Sul piano estetico, invece, il quadro risulterebbe non solo un “inno alla bellezza”, “alla grazia” e “all'armonia” - basti pensare - che i colori usati dall'artista sono brillanti e preziosi, le donne raffigurate con sensualità appaiono affascinanti; il ritmo della composizione è basato sulle linee curve; ma anche “un'allegoria dell'amore” o “di una stagione, come quella primaverile” o ancora “l'espressione di una teoria filosofica”, che si caratterizza per un sapere umano universale e razionale, che prende il posto del mito; ovvero il lògos che soppianta la condizione istintiva, dippiù la logica che soppianta l'immaginazione, la ragione che soppianta l'irrazionalità. Chissà se proprio in virtù di tale condizione di aspettative, che va letta ed analizzata quest'opera strabiliante. Ma a mio avvivo, la chiave di lettura del dipinto Botticelliano, e da ricercarsi solo “nella cultura platonica” (come Pico della Mirandola, Poliziano ed altri artisti che erano di quel periodo storico seguivano le sagge lezioni platoniche tenute dal filosofo italiano Marsilio Ficino); e difatti citando nuovamente il filosofo Platone e cogliendone il suo pensiero filosofico intriso di poesia e mito, non si può fare a meno di citare il suo pensiero secondo cui: “il bello corrisponde al buono”; per concludere poi ed arrivare all'altro concetto importante, secondo cui, quest'ultimi si identificano con il corpo femminile e con le meraviglie della natura.

Dunque l'amore e la bellezza potrebbero essere in ultima analisi i principali temi del dipinto, che lo ribadisco, vanno letti solo in chiave marcatamente “neoplatonica”; e difatti nelle figure di destra si riconosce l'amore carnale, istintivo e passionale - come infatti l'artista fiorentino al centro della scena ritrae Venere, la dèa dell'amore e al di sopra di lei l'angioletto alato Èros (Cupìdo) -; mentre nelle figure di sinistra si raffigura l'amore spirituale, puro, che eleva l'uomo a Dio - e appunto questo spiegherebbe il motivo, per cui appaiono le tre Grazie che danzano armoniosamente e Mercurio, che scaccia le nubi con il suo caducèo -.

Per essere ancora più precisi, nella descrizione fatta delle tre Grazie, si riscoprono i tre aspetti dell'amore secondo quanto sosteneva sempre il Ficino, e cioè: Voluptas (descritta con i capelli sciolti), Castitas (centrale con atteggiamento pudico); ed infine Pulchritudo (a destra, in elegante posa). E in effetti è sempre lo stesso Platone che nel “Convito” ci parla della duplice natura di Èros che: “se fosse stato figlio di Afrodite Pandemon (terrena) allora avremmo avuto l'amore sensuale, materiale; contrariamente se fosse stato figlio di Afrodite Urania (celeste), in quel caso avremmo avuto l'amore spirituale”.

Avvicinandomi ormai alla conclusione di questo mio studio introduttivo, non posso che nuovamente ribadire l'importanza del tema trattato, l'accuratezza di come è stato analizzato e curato; sottolineando il mio più forte plauso alla cara amica e collega Mariarosaria - augurandole personalmente tanto successo e soddisfazioni in ogni campo - e non posso non tralasciare di menzionare, anche, con un doveroso ringraziamento il Dott. Atanasio Bisignano, Pubblicista-Critico e Titolare della Casa Editrice Cliodea, che ha voluto con tutto il cuore la realizzazione di questo corposo volume, che se letto attentamente, può essere monito per i giovani a riscoprire quei valori unici, inalienabili che appartengono, non solo alla storia passata, ma alla modernità, che sono fondamentali, per la costruzione di un futuro solido, radioso, ricco di speranze, fondato sull'amicizia, il dialogo, il rispetto reciproco e il benessere della collettività.

Auguro anche a Lui tanto successo per una brillante carriera e per la pubblicazione di tanti altri lavori come questo, realizzato con impegno, tanta serietà ed originalità. In ultimo, un ringraziamento lo esterno anche all'equipe grafica, che lavora a stretto contatto con noi e che ci ha regalato le bellissime immagini, contenute nel libro.


Prof.ssa Donatella Bisignano (Resp. Ufficio Stampa e Comunicazione della Casa Editrice).


Caratteristiche del Libro:

- Formato 15x21, pag. 360 colore avorio, completamente illustrato con foto B/N e tavole a colori, Copertina plastificata lucida a colori, con alette.

- Studio Critico Introduttivo a cura della prof.ssa Donatella Bisignano, filosofa e docente nei Licei, resp. dell'Uff. Stampa e Comunicazione di Casa Editrice Cliodea.

- Note Esplicative, Bibliografia Essenziale, Indice delle Figure.

Il Libro sarà disponibile per la vendita a partire dalla fine del mese di Maggio 2011, al prezzo di copertina di 24,00 Euro.

- Il Libro sarà disponibile, anche in formato digitale e-book, su file Pdf. eseguibile, al costo promozionale di 12,00 Euro.

Per info e prenotazioni editoriali:.www.editricecliodea.com
Per ordini on line:. atanasiobisignano@yahoo.it
Per ordini telefonici e fax:. +39 0984 482565 con segr. telefonica.

27/03/2011

Patrocinio del Parlamento Europeo al Circolo Re Alarico di Cosenza

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Comunicato Stampa: Il Concorso Letterario Internazionale, promosso e ideato dal Circolo Re Alarico di Cosenza, ottiene il Patrocinio del Parlamento Europeo.

Riconoscimento europeo per Circolo Re Alarico

Il Circolo culturale Re Alarico, nel ricorrere dei tre anni di attività, riceve un autorevole riconoscimento di portata europea.

Dopo i numerosi incontri dedicati alla città di Cosenza e alla sua storia, dopo le manifestazioni - tra le pochissime al Sud - dedicate al Futurismo, alla figura di Alarico, alla politica, ai giovani e tante altre ancora, si è pensato, con una delle ultime iniziative, di istituire il "Premio letterario di cultura europea", promosso con apposito bando di concorso e già pubblicato, nei mesi scorsi, sul blog dello stesso Circolo.

Con molta soddisfazione,  il presidente del Circolo, Michele Arnoni, fa sapere che questa iniziativa,  rivolta a tutti i giovani europei - desiderosi per la prima edizione di dedicare un componimento poetico-letterario alla figura del re dei Goti, Alarico - ha ricevuto il patrocinio ufficiale del Parlamento europeo.

Tramite una missiva ricevuta nei giorni scorsi, infatti, il Presidente del Parlamento dell'Unione, Jerzy Buzek (ingegnere, accademico e politico polacco, Primo Ministro della Polonia dal 1997 al 2001 ed attualmente membro del Parlamento Europeo, eletto il 13 giugno 2004 con il più alto numero di preferenze in tutta la Polonia) esprime vivo apprezzamento e piena approvazione per quest' iniziativa del circolo culturale di Cosenza, perchè dedicata alla promozione della diversità culturale e del patrimonio comune europeo. In particolare, il Presidente si congratula per l'idea rivolta ai ragazzi che necessitano di conoscere la storia e la ricchezza culturale dell'Europa.

In seguito a tale autorevole riconoscimento, il presidente del Circolo e consigliere di Circoscrizione di Cosenza, Michele Arnoni, s' impegna a diffondere ulteriormente l'iniziativa  ed a sensibilizzare la prossima amministrazione comunale al fine di strutturare a livello istituzionale cittadino questo "Premio letterario di cultura europea".

L'iniziativa si concluderà con una cerimonia di premiazione i cui termini saranno in seguito comunicati alla cittadinanza. Per ogni informazione si potrà consultare il blog ( http://circolorealarico.blogspot.com/p/bando-di-concorso-premio-letterario.html ) e scrivere una email all'indirizzo circolorealarico@live.it.

 

Resp. Uff. Stampa e Comunicazione

prof.ssa Donatella Bisignano

26/02/2011

Comunicato: Convegno Regionale

 

 Comunicato Stampa: Convegno Regionale: "Dialetti, Lingue minoritarie, identità nazionale".

 

VOCI, COLORI E SAPORI DEL DIALETTO

 di Calabria, FESTIVAL itinerante pensato da Arte26 per promuovere la conoscenza del patrimonio linguistico-culturale calabrese, con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura della Regione Calabria, della Provincia di Cosenza e dell’Ente Parco Nazionale del Pollino, si conclude con un Convegno sul rapporto tra identità nazionale, dialetti e culture minoritarie. La prima edizione del Festival, con l’intento di coniugare Lingua, Radici e Territorio, dopo varie tappe che hanno visto protagonisti Dialetto e Beni culturali, ha animato alcuni centri storici calabresi, con Recital di poesia e farse dialettali - “Nannu cuntàvi”- e la realizzazione di laboratori del gusto e percorsi di antichi mestieri. Il Concorso di Poesia dialettale, ben supporta l’intento di favorire la conoscenza, la promozione e la conservazione di un patrimonio in via di estinzione. Il Dialetto, infatti, come Bene culturale da tutelare, si inserisce in un processo identitario e di civiltà che non prevarica la lingua nazionale ma la rafforza. Le manifestazioni hanno coinvolto molti giovani e numerosi emigrati in un progetto culturale che spazia su vari fronti: dalla letteratura, agli usi e costumi popolari, alle tradizioni enogastronomiche, alle produzioni artigianali, ai prodotti tipici locali. L’evento, per contribuire a valorizzare nei suoi molteplici aspetti l’inestimabile patrimonio linguistico calabrese, lingue minoritarie comprese, ed i segni delle civiltà mediterranee, anche tra i calabresi emigrati, trova ampio spazio nelle pagine del sito Web www.arte26.it - promoter territoriale accreditato dal Ministero Beni e Attività Culturali.

 

Premiazione

 

Concorso di Poesia

in Dialetto

di Calabria

e Lingue minoritarie

Roges - RENDE - CS

MUSEO DEL PRESENTE di Rende

Sabato 19 marzo ‘11 ore 17:00pm

 

Uff. Stampa Cliodea

Resp. prof.ssa Donatella Bisignano

16/02/2011

In Evidenza: Gaetano Barbella

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In esclusiva per la Casa Editrice Cliodea il nuovo Saggio, in formato pdf. dello scrittore e saggista Gaetano Barbella.

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Gaetano Barbella è nato a Bolzano il 23 febbraio 1938 da genitori originari di Caserta. È sposato con quattro figli e risiede sin dal 1969 a Brescia, ove si è occupato fino a pochi anni fa di progettazioni industriali.
Nel luglio 1997, Dario Spada, attraverso il periodico fiorentino Giornale dei Misteri, lo ha intervistato, definendolo "un originale ricercatore dell'insolito". Nell'occasione Gaetano ha presentato una sua teoria secondo la quale, attraverso originali cartografie ricavate dalla topografia terrestre, fra centri urbani e località in genere, si perverrebbe alla comprensione della corrispondente supposta vita e posizione astrale. Pochi mesi dopo, a settembre, è stata la volta del periodico romano I Misteri di trattare lo stesso argomento, mostrando in che modo i supposti riferimenti astrali siano connessi, per esempio, alle scritture bibliche.
Dal 1999 fino ad oggi Gaetano si è occupato particolarmente della piramide di Cheope, pervenendo a sconosciute concezioni geometriche che spiegherebbero la disposizione spaziale interna, per esempio, delle tombe del re e della regina. La cosa sorprendente, che deriverebbe dallo sviluppo della suddetta geometria che ha chiamato «Geometria Cheopiana», è, per esempio, la possibile comprensione dello scettro nelle mani degli dei e re dell'antico Egitto, così come risulta dalle rappresentazioni relative dei numerosi noti reperti archeologici egizi. Procedendo le ricerche in questa direzione Barbella ha formulato concezioni geofisiche, per esempio, emergenti dal noto papiro della «Pesatura del cuore di Ani» conservato presso il British Museum di Londra.
Sempre sulla piramide di Cheope ha sviluppato, nel 1999, una sua teoria sulla possibile concezione cantieristica della sua edificazione, con l'ausilio di mano d'opera nel pieno rispetto della loro dignità di esseri umani. Questo lavoro è stato presentato nel 2003 sulla Rivista genovese di Cultura e Spiritualità Lettere e Scritti. Parallelamente Barbella ha portato avanti studi approfonditi sulla Divina Commedia di Dante Alighieri, intravedendovi una straordinaria trama crittografica connessa con la fisica meccanica. Ma anche i suddetti lavori cartografici della topografia terrestre possono considerarsi crittografie, come pure il resto gli altri sopra citati. Della menzionata Divina Commedia Gaetano è pervenuto anche alla decifrazione dell'astruso verso in numeri dell'opera dantesca suddetta che i commentatori hanno emblematizzato col termine di «DVX». Non ha trascurato di occuparsi delle profezie del veggente del 1500 Michel Nostradamus, che troverebbero riscontro iconografico in taluni casi attraverso le suddette cartografie terrestri di cui ha eseguito un ricco atlante.
Ha pubblicato con Macro Edizioni l'e-book I due leoni cibernetici.

01/02/2011

Comunicato Stampa: News di Redazione

Sabato 12 Febbraio 2011 ore 17.00 pm - Biblioteca Comunale "Corrado Alvaro" via della Giustizia - Andreotta di Castrolibero (Cs)

Presentazione del Libro di Poesie "Colori d'Autunno" di Margherita Celestino - Edizioni Prometeo

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Uff. Stampa e Comunicazione Cliodea
Resp. prof.ssa Donatella Bisignano

24/01/2011

Final Release: La Primavera Rivelata di Mariarosaria Salerno

Working in progress: Copertina Definitiva: "La Primavera Rivelata" di Mariarosaria Salerno - Final Release by ClioArt Visual Production - copyright 2011 Cliodea - All rights reserved www.editricecliodea.com

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Quarta di Copertina R/F: In Corso di Pubblicazione, per info e prenotazioni del Saggio, email:. atanasiobisignano@yahoo.it
 

Note Biografiche



Mariarosaria Salerno, nasce a Reggio Calabria, risiede a Cosenza, dove insegna, attualmente, Disegno e Storia dell'Arte negli Istituti Superiori.

Laureata in Architettura presso l'Università degli Studi di Reggio Calabria, si è specializzata a Roma in Tecniche della Conservazione dei Beni Culturali, conseguendo anche i titoli di Tecnico V.I.A. e di Addetto alla P.A., presso l'Istituto Superiore Europeo di Studi Politici, di Reggio Calabria.

Pluriabilitata all'insegnamento ha collaborato a numerosi progetti ministeriali, ed ha conseguito numerosi riconoscimenti in premi e concorsi letterari: Premio Nazionale “Mater”, Carrara, 1990; Premio Lett. Naz. ”Alfonso di Benedetto”, Chiusia Pesio (Cn), 1990; Premio “Citta’ del Marmo “, Carrara, 1990; Premio “Natale”, Carrara, 1990; Premio Internazionale permanente “Oggi futuro”, Reggio Cal., 1990/1991; Premio Naz. “Primavera Strianese”, Striano (Na), 1991; Premio Lett. Internaz. “Trofeo degli Appennini”, Luco, 1991; Premio Internaz. “Nuovi Orizzonti”, Sorrento, 1991; Premio Internaz. “Seleuropa”, Luco, 1991; Premio Naz. “Citta’ di Latina”, Latina, 1991; Premio Lett. Internaz. “Valori della Vita”, Napoli, 1991; Premio “Calabria 79 ”, Praia a Mare (Cs), 1991; V° concorso Lett. Internaz. “Giovanni Gronchi”, Pontedera (Pi), 1991; XXI° Conc. Internaz. “Golfo di Napoli”, Sorrento, 1992; XXIII° Conc. Internaz. “Giuseppe Ungaretti”, Sorrento, 1992; Premio Lett. Naz. “Dante Alighieri”, Montecatini, 1992; XXIIIª Ed. Conc. Internaz.”Premio San Valentino”, Terni, 1992; XXIIª Ed. Conc. Internaz.”Premio Madre Terra, Sorella Acqua”, Assisi, 1993; I° Premio Lett. Naz. “Omaggio a Giacomo Puccini”, Lido di Camaiore, 1993; Concorso Lett. Internaz. ”Premio Umbria”, 1993; Premio “Citta’ di Viareggio”, Lido di Camaiore, 1993; Concorso Internaz. “G. Ungaretti”, XXVIIIª Ed., Napoli, 1998; I° Premio Lett. Naz. “Giuseppe Federici, Rimini, 1999; Premio Internaz. “Citta’ di Santa Maria a Monte”, 2000; Premio Naz. “Litorale Pisano”, Pisa, 2000; Granpremio Internaz. “Interart”, Carrara-Hallstahammar, Carrara e Hallstahammar (Svezia), 2000; Concorso Internaz. “Citta’ di Avellino”, Avellino, 2001; Premio Nazionale Histonium, XXIVª Ed. Vasto ( Ch), 2009; I° Concorso di Poesia inedita “ il Federiciano”, Rocca Imperiale (Cs), 2009. VIIª Rassegna d'Arte e Letteratura “Omaggio a Cortona, Storica città d'Arte, Cortona, 2010; Rassegna d'Arte e Lett. “La Vela e il Mare, Lido di Camaiore, 2010; IVª Biennale d'Arte e Lett. “Omaggio alla Città di Roma, Roma 2010; Premio nazionale “Histonium”, XXVª Ed., Vasto (Ch), 2010.

L'Autrice è presente in numerose antologie poetiche e riviste, con poesie, racconti e saggi; per di più ha collaborato con recensioni e racconti alla rivista “Gli Artisti del giorno”, Cuneo, 1990-1991; ed ancora con diversi articoli a carattere storico-artistico e poesie che sono presenti nel periodico “L'Altra Reggio”, 1990-1991. Successivamente ha curato per l'Istituto d’Arte di Locri (Rc) “L’Annuario 1998”; ha pubblicato il volumetto “Castelli di Calabria - Storia, Arte, Folklore”, Ed. Pellegrini, Cosenza, 1999; ed ha collaborato con la rivista “Nuova Dimensione” con articoli a carattere storico, artistico o antropologico, Vibo Valentia, 2003-2004. La Scrittrice è presente, anche, con una sua analisi inserita nel ”I° Quaderno del Liceo”, 2006, realizzato dal Liceo Classico di Trebisacce (Cs), su una ricerca condotta dal prof. Bellino dell’Universita’ di Napoli sulle problematiche adolescenziali; infine ha pubblicato una prima Silloge poetica intitolata “Pennellate d’Azzurro”, Ed. il Filo, Roma 2008; ha pubblicato il volume intitolato “Il Portale nei secoli”, l’Officina delle Idee Edizioni, Cosenza, 2009; e di recente ha pubblicato per i tipi di Editrice Cliodea la Silloge “Le Parole del Cuore” Cosenza 2010; ed è diventata Redattrice per la Calabria di Cronache Italiane, testata dell'Ansa.

Oltre a ciò, per il liceo classico di Melito Porto Salvo (Rc), ha curato i costumi e le scene della “Medea”, 1995; per l'IPSSCTSP di Vibo Valentia ha realizzato le scenografie della rappresentazione teatrale “La Giara”, 2001; ha collaborato alla realizzazione di mostre e di carri allegorici di carnevale per l'Istituto Statale d'Arte di Locri (Rc), 1998-1999, per conto del quale ha prodotto uno studio sul “gioiello magnogreco”, la cui collezione è stata poi realizzata dall'orafo Gerardo Sacco; ha realizzato le scenografie della rappresentazione teatrale “Changing”, organizzata dal Liceo Scientifico “E. Fermi di Cosenza, 2010; è presente in cataloghi artistici e siti internet con recensioni d'arte, tradotti anche in lingua straniera; è stata relatrice in numerosi convegni e conferenze; è entrata a far parte del Comitato tecnico-scientifico della Casa Editrice Cliodea, in qualità di direttrice e curatrice, della Collana editoriale di “Storia dell'Arte e Architettura”, nonché Vice Presidente dell'Associazione Culturale “Credendo Vides International Onlus”, di prossima istituzione.




Premessa dell'Autrice



L'Arte ha da sempre celato misteri interpretativi connessi al momento storico in cui si è realizzata, alle civiltà presso la quale si è evoluta, alle funzioni che l'opera d'arte doveva assolvere. Così da un'arte primitiva, simbolica, con funzione magica o propiziatoria, si è passati ad espressioni artistiche più razionali, che utilizzavano regole e leggi, applicavano canoni, ricercavano nuove tecniche.

Attraverso i secoli, l'Arte si è posta numerose domande ed a cercato di risolvere problematiche tecniche, funzionali ed estetiche di notevole interesse scientifico, coinvolgendo ambiti sempre più vasti e specialistici. Tuttavia, storicamente, non sempre, gli artisti hanno goduto di grande fama ed attenzioni, che fossero considerate degne di vera lode e gratitudine, per i successi artistici, conseguiti dai medesimi. Eppure, gli artisti, soprattutto nel Rinascimento, non sono stati solo dei semplici “esecutori di opere” o “degli artigiani”, come erano ritenuti nel Medioevo, difatti, l'artista rinascimentale era stimato come “uomo colto ed erudito”, “un profondo osservatore della natura”, “un ricercatore attento e minuzioso”, conoscitore di ambiti disciplinari molto diversi tra loro, eppure non sempre questi aspetti, sono stati tramandati con esattezza sullo sfondo dei fatti più salienti della storia.

Solo in alcuni casi, come è accaduto, ad esempio, per Leonardo da Vinci, per Piero della Francesca, per Leon Battista Alberti, è stato possibile rilevare l'importanza dello studio effettuato da quegli illustri personaggi di quel secolo, essendo che i loro scritti, appunti e trattati sono pervenuti integri fino ai nostri giorni. Di Leonardo, inoltre, ci sono giunti svariati scritti (appunti, schizzi, lettere, ecc.) ai quali si è potuto concretamente attingere, per avere informazioni sugli studi di ingegneria militare, di architettura industriale, di meteorologia, di fisica, di anatomia, di tecnologia, ecc. Anche i trattati di Leon Battista Alberti, sulla pittura, sulla scultura e sull'architettura hanno prodotto una svariata quantità di informazioni. Così pure, per quel che concerne la produzione artistica e letteraria di Piero della Francesca. Tra gli artisti-letterati, di gran fama, il Vasari si è rivelato una delle fonti più accreditate ed attendibili.

Questo lavoro, pertanto, non vuole solo fare emergere l'importanza dell'arte in un particolare periodo storico, artistico, e sociale come quello rinascimentale; ma vuole nel contempo far conoscere ai lettori la grandezza di una singolare personalità artistica, in questo caso, il Botticelli, ed evidenziare le numerose difficoltà riscontrate dai critici o studiosi, anche, dell'arte moderna ad interpretare adeguatamente e correttamente tutta la sua produzione artistica, attraverso l'analisi di un'opera meravigliosa, celeberrima, come è appunto, “La Primavera”.

La Primavera, che Botticelli ha caricato di significati, velandone il vero senso del racconto alle moltitudini, per mezzo di simbolismi tra i più misteriosi ed indecifrabili, pure ad una lettura più attenta, risulta che il Maestro in questione non utilizzò un solo “codice”, ma diversi codici interpretativi. La scelta da parte mia di questo titolo: “La Primavera Rivelata” nasce, proprio perché, il termine “rivelare” cela significati sottili e contingenti, infatti il verbo “velare”, vuol dire celare, nascondere, coprire con un velo; mentre la parola “rivelare” vuol dire rendere manifeste le cose sconosciute, segrete e misteriose. La Primavera, che volutamente è stata velata nella sua essenza con l'uso di simbolismi criptici ed esoterici, ora più che mai rivela la sua vera identità.

Il presente studio si sviluppa attraverso cinque Capitoli, ognuno dei quali cercherà di chiarire quegli aspetti specifici congiunti all'opera; ed inoltre servirà per una completa ed articolata comprensione della medesima. Il primo Capitolo, di introduzione, focalizza l'attenzione sull'autore e sul ruolo degli artisti nel Rinascimento. Il secondo Capitolo, trattando il significato figurale e retorico dell'opera d'arte, si trasforma in substrato per la comprensione del Terzo, che entra, al contrario, nel vivo dell'indagine, attraverso una “lettura” metodologica dell'opera, trattando varie ipotesi e vagliando fonti, motivazioni, elementi reali e non, per cercare di giungere ad ipotesi attendibili. Vengono, inoltre, confrontate tesi, opinioni, ricerche, studi, critiche; tutte notizie interessanti, tutti apportatrici di piccoli tasselli nella realizzazione di un grande “puzzle”, e cioé svelare “il mistero, o meglio i misteri, della Primavera”.

Il quarto Capitolo si sofferma sul concetto di bellezza nelle varie epoche e quindi sull'estetica. Infine il quinto Capitolo rivela il linguaggio dei fiori, che sono molto presenti nel quadro. Naturalmente, ringrazio tutti coloro che mi hanno incoraggiata nel portare avanti questo mio studio e mi hanno aiutata nel reperimento di materiale più o meno interessante per la completezza del saggio, trattando ambiti molto diversi, dalla storia, alla filosofia, dal simbolismo, alla floricoltura, dalle tecniche, alla psicanalisi.

In particolare ringrazio di cuore il mio editore, Dott. Atanasio Bisignano, che da uomo colto e raffinato; e da “iniziato”, ha compreso i significati più criptici e profondi del saggio, sostenendomi ed aiutandomi. Un ringraziamento sentito lo esprimo nei confronti dell'Arch. Prof. Fulvio Terzi per aver fornito informazioni e materiale critico di grande importanza; un caro e affettuoso ringraziamento lo rivolgo pure alla collega ed amica, Prof.ssa Donatella Bisignano per tutto il lavoro di revisione e per i consigli e suggerimenti che mi ha dato per la trattazione filosofica; e al di lei padre, Prof. Ottavio A. Bisignano, per aver voluto arricchire ed impreziosire, il mio lavoro con le sue opere poetiche; ed infine, un doveroso ringraziamento lo rivolgo anche al collega Prof. Antonio Niccoli per avermi reperito materiale e saggi, molto utili alla realizzazione di questa opera.

Mariarosaria Salerno


 

06/01/2011

Innaugurazione Mostra del Maestro Roberto Russo

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"Percorsi di Luce"

Innaugurazione della personale pittorica, del Maestro Roberto Russo, giorno 03/01/2011 ore 18.00 p.m., sino alla data dell' 08/01/2011, presso il Centro Commerciale: "Galleria Marconi più" - Rotonda uscita autostradale A3 Sa/Rc, Rende - Cosenza Nord.

 

La produzione pittorica e figurativa del Maestro Roberto Russo, artista calabrese apprezzato e fruito in tutta Italia, è caratterizzata essenzialmente, da virtuosismi cromatici ed innovativa esecuzione tecnica, in cui la materia coloristica tonica e vivace, appare permeata e creata sulla scia ideale e onirica della rappresentazione del mondo circense, spettacolare e suggestivo, in cui le luci della ribalta scenica, illuminano di un velo a tratti visionario e metafisico, la chiara ed appariscente forma nella sua imprescindibile evocazione fisica e materica.

Uff. Stampa e Comunicazione

Resp. prof. Donatella Bisignano

Editrice Cliodea

23/12/2010

2a Rassegna d'Arte e Letteratura: Omaggio alla Quadriennale di Roma 2010

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2a Rassegna d'Arte e Letteratura: Omaggio alla Quadriennale di Roma 2010

 

 

- Premio Nazionale di Pittura, Scultura, Grafica, Mosaico e Letteratura, organizzato dal Centro Culturale S. Domenichino di Massa: Diploma d'Onore rilasciato a Mariarosaria Salerno, vincitrice del 2° Premio sez. Poesia, vol. edit., per la Silloge Poetica " Le Parole del Cuore" edito dalla Casa Editrice Cliodea di Atanasio Bisignano Editore. Roma, 14 Novembre 2010. (Tutti i diritti riservati)

Giuria del Concorso Nazionale:

- Presidente: prof. Franco Pedrinzani
- Vice Presidente: prof. Manrico Testi
- Angela Marchetti
- Bruno Cosignani - Ispettore e Gallerista de "Il Quadrato"
- Ludovico Gierut


- Stefania Palagi - Segretaria

Resp. Uff. Stampa e Comunicazione
prof.ssa Donatella Bisignano

16/12/2010

S. Natale 2010: Auguri di Buone Feste!

> S. Natale 2010: Auguri di Buone Feste!

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26/11/2010

Comunicato Stampa: 26/11/2010

 

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> L'Agenzia Editoriale Cliodea di Atanasio Bisignano Editore, è lieta di comunicare la presentazione del Convegno di Studi, dal titolo: “Il Centro Storico di Cosenza”, prospettive di tutela e valorizzazione, che si terrà giorno 1 Dicembre 2010 a partire dalle ore 17.30 pm, presso la “Sala Gullo” della Casa delle Culture di Cosenza, in C.so B. Telesio (87100 CS).

 


Al Convegno di Studi interverranno:


Fabio De ChiricoSoprintendente BSAE per la Regione Calabria;


Giovanna TartoniPresidente della Prima Circoscrizione di Cosenza;


Fulvio TerziArchitetto e Docente UNICAL (direttore della Collana di Studi e Ricerche “Storia delle Religioni” di Ed. Cliodea);


Introduce e Modera:



Michele ArnoniAvvocato, Presidente del Circolo Culturale “Re Alarico” di Cosenza.



I Cittadini, le Istituzioni e le Associazioni Culturali e sociali sono invitate, a prendere parte al dibattito culturale, promosso e sostenuto dal Circolo Culturale “Re Alarico” e dal Laboratorio Culturale “Cosenza che vive”.


Per Info circolorealarico@live.it



Uff. Stampa e Comunicazione

Resp. Prof. Donatella Bisignano

Redazione di Cosenza


Cliodea Press & Comunication

www.editricecliodea.com


Tel./Fax:. +39 0984 482565 con segr. Tel.

31/10/2010

Working in progress: Collana di Storia dell'Arte e Architettura

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> Copertina: Bozza pre-editing in corso di valutazione editoriale. (Opera a carattere filologico, artistico e filosofico).

Working in progress: Collana di Storia Antica e Archeologia

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22/10/2010

Recensioni Critiche: Mariarosaria Salerno

LA RAPPRESENTAZIONE DEL NON VISIBILE NELLA POETICA CUBISTA


Di Mariarosaria Salerno


Ardua impresa far comprendere in modo chiaro e sintetico la poetica cubista nella sua essenza più primitiva, quella dell’idea geniale, che portò Picasso a proporre un nuovo modo di rappresentare la realtà, cambiando radicalmente lo status dell‘opera d‘arte, secondo il quale il quadro cessa di essere rappresentazione, ma è realtà esistente (Argan).

Fare cubismo vuol dire rappresentare l’oggetto in tutta la sua interezza, anche le parti non visibili dalla prospettiva ottica, ma che comunque la mente conosce, perché fruite in momenti precedenti.

La rappresentazione cubista, pertanto annulla lo spazio prospetticamente visibile ed anche il tempo, a favore di una rappresentazione completa, totalitaria, universale, che considera simultaneamente l’oggetto da tutti i lati esterni ed anche dall’interno, sezionandolo ed impadronendosi della struttura intima.

Per ottenere questa visione simultanea, presa da più punti di vista, basta proiettare le parti dell’oggetto da rappresentare, non visibili all’occhio umano, sulle superfici visibili, tramite semplici proiezioni ortogonali, operando spesso accostamenti o sovrapposizioni, che inevitabilmente deformano la struttura originaria per come noi la conosciamo.

Nel momento in cui l’artista crea un’opera cubista, non si lascia guidare dalla visione oculare dell’occhio fisico, che in quel momento ha una visione parziale dell’oggetto, ma dall’occhio della mente, che in precedenti esperienze ha conosciuto tutto l’oggetto e ne ha immagazzinato l’essenza nella sua totalità.

Le contraddizioni, se ve ne sono, tra visibile e non visibile vengono risolte dialetticamente.

Di conseguenza avremo vari tipi di cubismo, a seconda di come l’artista proietta il non visibile sul visibile: se assembla le varie parti dell’oggetto in modo esemplificato avremo il cubismo analitico, se invece opera delle sovrapposizioni il cubismo sarà di tipo sintetico, se poi applicherà regole rigorose saremo nel cubismo scientifico, ma sicuramente il massimo della poetica del non visibile, la riscontriamo con il cubismo orfico.

In questo caso siamo nel mondo della fantasia, del non reale, del concreto mentale, perché solo a livello di mente e di sensi esiste quella realtà, che non è realtà onirica, cioè fruibile solo con i sogni, come per i surrealisti, bensì realtà orfica, immaginaria, costruita nei meandri della mente, sul gioco disinteressato del pensiero.

Pertanto la rappresentazione del non visibile nella poetica cubista si esprime attraverso stadi evolutivi: lo spazio non è nulla di incerto, di illusorio o di allusivo, come afferma Argan, vi sono dimensioni certe, che sono l’altezza e la larghezza, esprimibili con l’orizzontale e il verticale, solo la terza dimensione è allusiva, ed apre le vie alle reazioni emotive, all’intervento dell’immaginazione, della memoria del sentimento.

La realtà orfica quindi non deve essere fruita solo a livello fisico, per essere compresa, deve essere emozionalmente sentita a livello sensibile, perché vi sono percorsi di collegamento tra il giardino delle meraviglie mentali e lo spazio costruito artificialmente, espressi con un clima di magia e di mistero, che non si può certo paragonare al gusto manierista, ma che affonda l’essenza nell’armonia ancestrale della natura.

Spesso nelle mostre ascolto commenti del tipo: ma questi artisti cubisti creano opere deformate, strabiche, che mente hanno? Devono essere tutti pazzi!

In fondo, tutti i geni sono pazzi, ma non tutti i pazzi sono geni, bisogna avere la capacità di riconoscerli e di comprenderli.

Dei pazzi pazzi possiamo fare a meno, ma i pazzi geni sono coloro i quali hanno la capacità di portarti all’inferno, di farti visitare virtualmente il purgatorio o il paradiso, come Dante Alighieri, oppure di provare a farti volare come Leonardo, o di portarti in giro per l’Universo come Yuri Gagarin.

L’artista cubista ha la capacità di condurti all’estremità dell’Universo, di farti viaggiare ad una velocità superiore a quella della luce, perché nel giro di pochi secondi, con la sua mente, si trova in altre galassie ed pronto, con la sua arte, a farti assaporare e fruire la nuova realtà, una realtà superiore, nata dalla ricerca di dimensioni superiori, espressione di equilibrio formale e di armonia interiore.

L’artista cubista viaggia virtualmente nello spazio, il più libero, il più infinito e sconfinato, e nel tempo, perché in realtà vive fuori dal tempo.

E’ colui che vive più vicino a Dio e che tende ad imitarlo nella creazione delle sue opere.

Dio è l’entità suprema, che plasmando della creta a immagine umana, alitando sopra , infuse la vita, che si espresse simultaneamente con il battito del cuore, con l’attività della mente e dell’anima.

Quando l’artista cubista utilizza l’attività mentale, per muoversi virtualmente nell’universo, utilizza la massima entità umana, quella che deriva direttamente dall’alito divino.

La mente ha la capacità di riempire il vuoto cosmico, creando realtà parallele, riesce a scomporre e ricomporre la natura molecolare, a frammentare l’atomo e riassemblarlo in aggregazioni diversificate, rendendo visibile l’invisibile e viceversa.

La mente, attraverso la fantasia e l’immaginazione, è capace di penetrare nei misteri più criptici dell’universo, di utilizzare le leggi della materia per la non materia, dove l’invisibile diviene realtà concreta, tangibile, fruibile, attraverso le opere d’arte.

E se come afferma l’archeologo francese Louis Renè Nougier il processo artistico è tale quando nella sua realizzazione persegue un piacere di natura estetica, espressa attraverso un codice condiviso, quindi leggibile dal fruitore, la tela diventa quasi lo specchio del sentimento, delle emozioni del creatore, il luogo rievocatore della coscienza umana, nel quale il caos diviene lucidità.

Questo percorso primordiale, dal fascino ancestrale e arcano tende ad una dimensione che abbraccia tutto l’universo, tutta la componente materica che tende all’infinito.

Chi utilizza questo percorso, di natura esoterica, è sicuramente un iniziato all’arte, intesa nella forma più pura, assoluta e universale.

L’artista che arriva a questo stadio, ha la capacità di appropriarsi della materia fusa allo stato incandescente, plasmandola in forme materiche; riesce ad isolare il brodo primordiale, rendendone fertile la procreazione delle opere d’arte; può sprigionare l‘incontenibile forza dei vulcani, sviscerando pensieri, emozioni e sentimenti.

Colui che viaggia con la propria mente visita non solo il mondo e l’universo, ma tutte le realtà parallele, perché le profondità abissali del pensiero umano celano atolli di incontenibile bellezza, anfratti di splendidi misteri, che si esprimono col dinamismo dell’intelligenza, con la partecipazione critica, con il delirio dell’interpretazione, doti che permettono di penetrare in dimensioni inusuali e di indagare nel mondo soprasensibile, dove la forte immaginazione e la potenza emotiva definiscono la realtà poetica.

Poetica che deriva direttamente dalle potenzialità mentali, dai voli intergalattici ai confini dello spazio, del tempo e dell’universo che riesce a compiere, condensando nel cips del proprio computer mentale l’infinito.

E allora ogni tanto smettiamola di guardare le cose che ci circondano con gli occhi del corpo, ma proviamo a guardare con gli occhi della mente, del cuore, dei sensi, dell’anima per scoprire il visibile ed anche l’invisibile.

 

 

 

LA CHIESA, PRINCIPALE COMMITTENTE ARTISTICO

 

Di Mariarosaria Salerno

 

Con l’avvento della religione Cristiana,che ebbe una espansione e una diffusione capillare da diventare, in seguito al Concilio di Nicea del 325, religione dell’Impero Romano e successivamente nel 380, unica religione ammessa nello Stato, si rese necessario adattare l’arte alle esigenze del nuovo credo, con la realizzazione di una vasta tipologia di edifici e rappresentazioni figurative.

La costruzione delle prime basiliche, nate inizialmente dall’adattamento della basilica Romana,esprimevano appieno la finalità e la funzionalità dei riti Cristiani, che dovevano avvenire al chiuso, in raccoglimento.

La pianta longitudinale, divisa in tre o cinque navate, indirizzava l’attenzione dei fedeli verso un unico punto focale, l’abside, dove era posto l’altare.

Le prime basiliche erano precedute dal quadriportico, dove venivano istruiti i catecumeni, confessati i penitenti e battezzati i neofiti.

Successivamente, questo spazio scomparve, e furono costruiti i battisteri con schema a pianta circolare (ottagonale, decagonale, ecc.).

Da allora la Chiesa divenne il primo, incontrastato e indiscusso committente artistico, facendo costruire una infinita varietà di tipologie architettoniche ed incentivando l’abbellimento delle stesse, con l’applicazione di una notevole varietà di tecniche artistiche, dai mosaici, agli affreschi, alla scultura.

Anche quando nel 568, l’Italia fu invasa dai Longobardi, una popolazione Germanica di stirpe Barbarica, che determinò la nascita del Sacro Romano Impero, la Chiesa continuò ad essere la principale committenza artistica, promuovendo non solo la costruzione di cattedrali, abbazie, monasteri, disseminati in tutta Europa, ma progettando le grandi architetture religiose del tempo.

Furono, infatti, degli abati o dei monaci i primi grandi architetti, autori dello stile romanico e dello stile gotico; e sempre ai monaci si devono, sia la realizzazione delle bellissime miniature medioevali, che il diffondersi della cultura, non solo religiosa, ma anche classica.

Il fenomeno costruttivo fu così imponente in tutta Europa, che Raul Glabre, un monaco e cronista medioevale scriveva nelle sue “ Storie dell’anno Mille”: “Pareva che la terra stessa, come scrollandosi e liberandosi della vecchiaia, si rivestisse tutta di un candido manto di chiese”.

Nel Rinascimento, con lo svilupparsi delle grandi Signorie e la conseguente azione del mecenatismo, la Chiesa non perse la capacità di incrementare la costruzione di edifici religiosi, né di determinare lo stile e l’arte con la realizzazione di belle e funzionali Chiese rinascimentali, abbellendole ed arricchendole con preziose statue e con splendidi, maestosi affreschi.

Appartengono a questo periodo gli affreschi della Cappella Sistina e delle stanze Vaticane.

Nel Seicento, il Papato, assieme alle grandi famiglie nobiliari, contribuì all’eccentrica evoluzione del Barocco,lasciando esempi di straordinario valore estetico, basti pensare alle chiese romane di sant’Ivo alla Sapienza, di San Carlo alle quattro fontane, di Sant’Andrea al Quirinale, oppure al duomo di Lecce o al particolarissimo barocco di Noto e Catania.

Ed è di questo secolo l’azione lungimirante del Papato, che si preoccupò della tutela dei beni artistici, cominciando ad emanare, per primo in tutto il mondo,una serie di disposizioni concernenti la tutela dei beni librari e lapidei, introducendo successivamente i fedecommessi( vincoli nelle proprietà private dello Stato Pontificio) e preoccupandosi del restauro artistico.

La Chiesa non è stata solo la promotrice e committente di imponenti architetture, di opere di scultura e di pittura , ma di tutte quelle altre forme artistiche connesse alla religione: opere lignee (Icone, Croci, pulpiti, ecc.) arredi, vetrate, mosaici, e splendide realizzazione orafe, come ostensori, calici, nonché la realizzazione di casule e dei vari paramenti liturgici.

L’azione della Chiesa continuò nel Settecento, con la realizzazione di splendidi esempi illuministi e neoclassici, fino a raggiungere la versatilità dell’ Ottocento e del Novecento, con esempi di rara bellezza, come la Chiesa Liberty della Sagrada Familia di Barcellona, progettata da Gaudì.

Ancora oggi, malgrado la grande produzione civile e privata, la Chiesa resta uno dei committenti piu’ autonomi e sensibili dell’architettura e dell’arte in genere.

 

 

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LA CHIESA DI SANTA RUBA TRA STORIA E MISTERO

 

Di Mariarosaria Salerno

 

Nei pressi di Vibo Valentia, percorrendo la strada che porta a San Gregorio d’Ippona vi è una splendida chiesa bizantina, valido esempio di architettura brasiliana in Calabria, intitolata alla Madonna della Salute, chiamata ” Chiesa di Santa Ruba”.

L’impianto architettonico è tipicamente bizantino, con portale e finestre strombate, presenta un’abside centrale semicircolare, fiancheggiata da due piccole absidi cilindriche, ed è sormontato da una cupola poggiante su un tamburo cilindrico.

Un esempio sicuramente di valore architettonico, che ultimamente è stato restaurato ed è periodicamente fruibile per le funzioni religiose , le cui caratteristiche ricordano la Cattolica di Stilo o la chiesa di San Marco a Rossano.

All’interno sono presenti ricche decorazioni barocche a seguito di un rimaneggiamento intervenuto nel XVII da maestranze locali.

A questa chiesa sono connesse due storie molto interessanti.

Uso il termine storie, perché non si tratta di leggende in quanto sono avvalorate da fatti storici ben documentabili e rintracciabili, anche se avvolte nel mistero.

La prima riguarda il nome Santa Ruba, derivante dal termine dialettale “ruba”, la rupe dalla quale venivano gettati gli appestati, quasi moribondi, che poi miracolosamente si salvavano.

La Chiesa sorge infatti su un promontorio antistante una profonda rupe, luogo in cui vanivano raccolti gli appestati, che poi moribondi venivano gettati nel vallone sottostante; pare che moltissimi, malgrado le pessime condizioni di salute, miracolosamente sanavano, ed ecco perché la chiesa che sorge in quel luogo è stata intitolata alla Madonna della Salute.

La seconda storia è legata ad eventi ancor più documentabili storicamente.

Il manufatto architettonico fu fatto costruire nel X secolo da Ruggero il Normanno per espiare un suo peccato, confessato solo al fratello, l’allora papa Callisto II, che promise di consacrare la Chiesa.

Durante il viaggio del papa verso Monteleone (l’allora Vibo Valentia), Ruggero morì e la moglie Adelaide nascose l’evento al cognato per paura che questi non avrebbe più officiato il rito.

A cerimonia conclusa il papa, appresa la tragica notizia, sconvolto dal dolore e adirato con la cognata, la maledì, dicendo:<< lo stesso che ti ha suggerito l’inganno ti roderà il cervello>>.

Temendo la maledizione del papa, la contessa si fece costruire un sarcofago con la pietra più dura che esistesse.

Ma il serpente da un piccolo forellino creatosi attraverso i secoli, poi ingrandito, riuscì ugualmente a penetrare e a roderle il cervello.

Pertanto si narra che lo spirito della contessa Adelaide si aggiri per la chiesa e che in particolari circostanze, per esempio durante le notti di tempesta, si odano ancora le grida disperate.

Alcuni abitanti del luogo, specie anziani asseriscono di averle udite.

Di sicuro esiste il manufatto architettonico per come storicamente ci è stato tramandato, con tutte le varie circostanze.

Email:. salernomariarosaria@yahoo.it

 

 

 

Alla ricerca del mondo dei minerali tra tradizioni, leggenda e proprietà riconosciuta dalla scienza

 

SCIENZA E MAGIA DEI MINERALI

 

di SALERNO MARIAROSARIA

 

La corniola per gli Egizi era simbolo della vita; l’ossidiana, nota per i poteri terapeutici, veniva utilizzata contro gli incubi, per predire il futuro, ma era molto pericolosa, infatti pare avesse la capacità di attirare i demoni e veniva utilizzata per riti particolarissimi.

La sfera di cristallo utilizzata dai maghi e dalle streghe per leggere il futuro. Il pianeta terra è composto da minerali, sostanze naturali, solidificatisi a seguito di processi in organici.

Dalla preistoria fino ai giorni nostri l’uomo ha sempre cercato di sfruttare le risorse minerarie utilizzandole per costruire materiali o suppellettili per realizzare oggetti preziosi, ma anche come materia prima per l’industria.

L’aspetto che forse viene ignorato riguarda le proprietà curative e magiche di questi preziosi elementi. Già nel paleolitico l’uomo aveva imparato a distinguere tra le diverse pietre quella più adatta ai vari usi; l’ossidiana, il diaspro, il quarzo, la selce e la nefrite per realizzare oggetti di uso quotidiano, mentre a scopo magico e propiziatoria usava metalli e gemme più preziose, quali l’oro, l’argento, l’ambra, il turchese.

Le prime pietre talismaniche, risalente al neolitico furono i betili, rinvenute presso un bosco o a una sorgente e nei quali si credeva abitasse la divinità. I betili furono molto usati anche nella cultura ebraica.

Nel vecchio testamento si legge che Giacobbe, dormendo su un cuscino di betilo, ebbe rilevato in sogno il destino che Dio avrebbe riservato alla sua discendenza.

Antichissimo l’uso del turchese i cui primi reperti risalenti a 8000 anni fa, furono scoperti in Egitto,

Dove la pietra scolpita e incisa utilizzata per manili, era considereta simbolo dell’infinito e dell’aldilà.

Gli Egiziani usano come ammuleti, lance, l’agata, la corniola, il lapislazzuli.

In Messico nel II Millennio a.C. venivano utilizzati a scopo magico, la giada e la corniola; anche presso i cinesi la giada possedeva proprietà divinatorie di immortalità, infatti veniva chiamata YU (cosa Sacra).

I Greci e in seguito i Romani preferivano il diamante per le sue proprietà di durezza e quindi di forza.

Per comprendere a pieno la millenaria storia bisognerebbe consultare i numerosi trattati sull’argomento, di cui il più antico del 300 a.C. circa. È attrituito a Teofrasto, discepolo di Aristotele.

Vi è poi la monumentale opera naturalistica di Plinio il Vecchio: “Naturalis Historia”, scritta nel I secolo a. C., alla quale si sono rifatti tutti i lapidani medioevali, che elencavano le virtù magichee medicamentose delle pietre.

Tra questi, interessanti il trattato di mineralogia del frate domenicano Alberto Magno del 1270; “l’Hortus Sanitatis”, lapidario, bestiario ed erbario, scritto da Giovanni da Cuba nel 1497; il “Liber lapidum sen de gemmis”, trattato in versi, realizzato da Marbodo, vescovo di Rennes, che riporta l’indicazione delle proprietà medico e magiche di 60 pietre; mentre Giorgio Agricola nel 1546 getò le basi della moderna mineralogia, con un trattato che classificava i minerali in base alle proprietà fisiche.

Utilizzate ampiamente dai popoli orientali e dagli Egizi che le attribbuivano non solo poteri magici, ma anche virtù curative, le gemme nell’Impero Romano del III° e IV secolo d.C., venivano prescritte daimedici a sottolineare, già a quel tempo il fondamento scientifico.

Il lapidario di Damigerion, del V e VI secolo d.C., contiene le descrizioni di elementi minerali che venivano macinati, lavati, filtrati e utilizzati per le varie patalogie.

Ad esempio l’agata macinata, bevuta con il vino guariva dalle ferite, mentre lo zaffiro diluito con il latte veniva utilizzato per calmare i moti dell’intestino.

Se da una parte le sostanze minerali sono indispensabili all’organismo, dall’altra un tale uso risultava superfluo e talvolta dannoso.

Nel Medioevo con gli studi approfonditi degli alchimisti e successivamente con l’avvento della chimica e si rese conto del modo in cui certe sostanze dovessero essere utilizzate per sortire l’effetto desiderato.

Ancora oggi vi è polemica tra medicina tradizionale e medicina alternativa.

Ad esempio un soggetto con carenza di ferro assume i normali farmaci prescritti dal medico curante, ma in presenza di effetti collaterali potrebbe utilizzare il ferro fitoterapico, sotto forma di succo ricavato da piante ricche di ferro, o assumere il ferro omeopatico, privo di effetti collaterali.

Ma provata a proporlo ad un medico tradizionale affermerà si tratti di palliativi, di sciocchezze prive di fondamento scientifico.

E se dalle proprietà mediche passiamo a quelle magiche c’è maggiore scetticismo.

L’aspetto magico, oggi, viene considerato superstizione, retaggio atavico superato dalla scienza; chi ci crede, additato come bigotto, viene preso in giro.

Ma se la magnetite riesce ad attirare il ferro ed esercita in modo forte e concretamente visibile la sua forza, cosa vieta ad altre gemme di guarire, proteggere, esercitare i loro poteri?

Non dimentichiamo che il rame è un ottimo conduttore di corrente e viene comunamente usato in elettricità.

Allora,proviamo a leggere con più fede gli antichi manuali, a ripercorrere alcuni eventi storici e a riscoprire le tradizione e le leggende popolari, a non avere preconcetti, ad aprirci a nuove dimensioni

Secondo la tradizione, l’agata protegge dai veleni e dalle avversità ed era utilizzata per propiziare gli incontri d’amore; l’ametista respinge l’ubriachezza ed i Greci la usavano come antidoto all’alcol; la in realtà era realizzata in quarzo, molto noto per le sue proprietà.

Il rubino ha il potere di calmare le passioni e far rimarginare le ferite; mentre il topazio, oltre a calmare le passioni, pare proteggesse dalla peste.

Lo smeraldo possiede poteri straordinari, è un potente talismano, in grado di ridare la vita e proteggere dal morso dei serpenti.

La tradizione ci tramanda che era la gemma, caduta dalla fronte di Lucifero, quando venne cacciato dai cieli e il Santo Graal dell’ultima cena era appunto una coppa di smeraldo.

Nel campo dei metalli l’oro e l’argento sono stati da sempre oggetto di studio e di uso.

L’oro per la sua lucentezza, ritenuto il metallo più prezioso, era utilizzato per monili e suppellettili, come pure l’argento, che ha la proprietà di proteggere dai batteri.

Gli alchimisti medioevali cercarono di trasformare il rame in argento, sfruttando una ricetta del III secolo d.C.,che utilizzava un’amalgama infornata di due dracme di stagno, quattro di mercurio e due di terra di Chio, ma il prodotto finale aveva solo la parvenza dell’argento.

Anche la tradizione astrologica associò le virtù terapeutiche dei minerali ai segni zodiacali e ai pianeti.

Gli assemblaggi definiti dall’ astrologo Agrippa di Nettesheim, vissuto tra il Quattrocento e il Cinquecento, sono i seguenti:

l’ariete, dominato dal pianeta marte, è protetto dallo smeraldo; il toro, con venere nel segno, preferisce la padparadscha, una pietra esotica; il granato è la pietra dei gemelli, dominati da mercurio; il dolce cancro con la luna nel segno, è beneficato dalla perla e dalla pietra di luna; il leone, dominato dal sole, preferisce il diamante; la vergine, il topazio e mercurio; l’estetica bilancia è protetta da venere e dall’ametista; lo scorpione con marte nel segno è positivizzato dal rubino; lo zaffiro giallo e il pianeta giove sono stati associati al sagittario; il capricorno con saturno nel segno è associato allo spinello azzurro; mentre l’acquario trarrà benifici dall’acquamarina; i pesci, dominati da giove, dovrebbero utilizzare zaffiro e lapislazzuli.

 

 

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I MISTERI DELL’IMPERATORE

 

 

DAI VATICINI SULLA NASCITA ALLA MORTE

 

Di Salerno Mariarosaria

 

Della vita dell’imperatore Federico II di Svevia, figlio di Enrico VI Hohenstaufen e di Costanza d’Altavilla si conosce quasi tutto: sono state pubblicate infinite biografie, alcune delle quali controcorrenti, altre che hanno evidenziato caratteristiche particolari o aspetti inediti della sua vita. Ciò che ha suscitato il mio interesse è stato sicuramente la sua caleidoscopica personalità: versatile, intelligente, aperta ai più ampi orizzonti della cultura, qualsiasi essa fosse.

Un uomo brillante, dal grande magnetismo. Ma anche la vita di un imperatore, così pubblica e al centro dell’attenzione, presenta dei misteri, fin dalle profezie riguardanti la sua nascita avvenuta a Jesi il 26 dicembre 1194.

Goffredo da Viterbo aveva anticipato al padre Enrico VI, i vaticini della sibilla Tiburtina, che indicava in quel bambino il futuro salvatore, il Cesare che sarebbe venuto a compiere tempi, “ lo scettro del mondo” che avrebbe riunito l’Oriente all’Occidente.

Il mago Merlino, dalla Bretagna, fece sapere che “Egli sarà un agnello da squartare, ma non da divorare, un leone furioso tra i suoi”.

Gioacchino da Fiore, dotato di spirito profetico, avrebbe comunicato ad Enrico VI, che la moglie Costanza era gravida, ma che essendo posseduta dal demonio avrebbe partorito un anticristo, per confondere l’umanità. Si tramanda inoltre che la stessa Costanza, disconoscendo di essere incinta, sognò di dover partorire un tizzone ardente, tizzone interpretato come una fiaccola, quindi una luce per l’Italia.

Di sicuro, Federico fu un uomo particolarissimo, soprattutto per l’epoca, non a caso definito “ Stupor mundi “.

Intraprendente, indomito, rivoluzionario, seppe farsi amare da papa Innocenzo III, suo tutore, divenendo poi ostile alla Santa Sede nel rifiuto delle crociate, che accettò in seguito solo per opportunità politica, riuscendo diplomaticamente ad istaurare accordi con gli Arabi, da cui assorbì le invenzioni scientifiche e tecnologiche, ma anche la filosofia esoterica.

La cultura araba lo influenzò molto, si abbeverò talmente alle fonti dell’esoterismo da essere considerato un “iniziato”. Questo aspetto è trattato ben poco dalle fonti letterarie, ma è facilmente rintracciabile nelle sue progettazioni architettoniche.

I castelli federiciani sono stati realizzati con riferimenti esoterici molto evidenti.

Il maniero di Castel del Monte, così famoso da essere presente sul retro della moneta da un centesimo, presenta otto lati, otto torri a pianta ottagonale, una corte interna ad ottagono; tali scelte architettoniche non possono ritenersi di natura puramente stilistica o funzionale.

Il numero otto per gli Arabi aveva un significato particolarissimo, che affonda le radici sia nell’esoterismo,che in astrologia: la forma ottagonale infatti trae origine dalla sovrapposizione ruotata di due quadrati (e quattro sono i punti cardinali) e dall’ottava casa astrologica, settore della morte, ma anche della rinascita, perché alla morte materiale corrisponde una vita spirituale.

Il dualismo del numero otto e dell’ottava casa astrologica è ricco di significati.

Il numero otto inoltre esprime un significato più ampio, basti ricordare che se da verticale diviene orizzontale si ha il simbolo dell’infinito, utilizzato in matematica, pertanto è espressione di una realtà virtuale, fatta di nature parallele, dove vi è doppiezza,inversione, rovescio, sia materiale che spirituale.

E l’astrologia con i suoi misteriosi significati è stata largamente impiegata nelle decorazioni del maniero di Castel del Monte, sede privilegiata di Federico in Puglia, una sede ricca di fascino e di mistero, per gli studi e gli esperimenti che pare fossero condotti, che non può essere considerato baluardo difensivo, né residenza di caccia, bensì laboratorio scientifico, luogo di cultura e di ricerca.

D’altronde la magia e l’esoterismo sono riscontrabili anche nelle “Costituzioni di Melfi”, voluta dall’Imperatore con l’intentato di instaurare un ordinato vivere civile.

Il libro III, ai titoli LXIX - LXX tratta “droga, veleni e filtri d’amore”.

Riferimenti evidenti si riscontrano anche nelle “Leggi Ecologiche”, libro III, titolo XLVIII.

La vita di Federico è stata tutta permeata dallo studio e dall’approfondimento delle conoscenze esoteriche, che riguardavano “La Kabbala” la Scala Philosophorum, l’astrologia, la geomanzia e la numerologia.

Il numero otto, con il suo significato esoterico ed astrologico, ha influenzato anche la misteriosa morte di Federico, profetizzata dalla Sibilla Eritrea: “Egli chiuderà gli occhi in una morte segreta, ma continuerà a vivere. Tra i popoli scoppierà il tuono.

Egli vive e non vive, perché uno tra i giovani e tra i giovani dei giovani gli sopravviverà “.

Se in questa prima versione si può riscontrare un riferimento alla sua discendenza,in una versione successiva è detto: “ La sua morte verrà tenuta nascosta. E tra il popolo si udrà dire: egli vive e non vive “.

Una leggenda che lo voleva morto solo in apparenza e di cui anche Papa Innocenzo IV pare dubitasse.

Di sicuro la sibillina profezia del “vivit et non vivit “ sarà sempre tra i misteri dell’imperatore.

Email:. salernomariarosaria@yahoo.it

 

 

 LE PATOLOGIE DELL’ ARTE

 

 

di Mariarosaria Salerno

 

Le patologie artistiche sono molteplici e riguardano soprattutto il degrado dei manufatti architettonici o le problematiche connesse ai malesseri delle opere artistiche; in parallelo vi sono altri tipi di disturbi, che interessano, invece chi fruisce delle opere d’arte, tra i quali la più vistosa e conosciuta è la sindrome di Stendhal, che colpì lo scrittore nel 1917 durante un soggiorno romano e al quale si deve il nome.

Si tratta di una patologia di natura psicologica,che si manifesta attraverso una sensazione di malessere diffuso, avvertito da chi si trova al cospetto di un’opera d’arte, una specie di ebbrezza estetica, difficilmente contenibile.

Ne sono affetti soprattutto i turisti in visita nelle grandi città d’arte.

Il viaggi,o e le sensazioni di stress ad esso connesso, possono accentuare il disturbo per l’analogia associativa con il viaggio nell’arte, che spesso da soggetti particolarmente sensibili è considerato viaggio dell’anima, ma può colpire anche chi, nella propria città, si trovi di fronte ad un’opera che fa affiorare ricordi e sensazioni.

La casistica parla di soggetti quasi sempre soli, l’87%,che si trovano in luoghi particolarmente carichi di arte, tipo i musei, con alle spalle storie tendenti a rievocare crisi di identità, come vicende emozionanti, con la conseguente difficoltà nel contenimento delle stesse.

L’incontro ravvicinato con le opere d’arte non fa altro che risvegliare i contenuti più profondi dell’inconscio, affiorare la sofferenza mentale, che si manifesta come estasi della bellezza.

Ne conseguono crisi d’identità, accentuabili da tre elementi: personalità del soggetto, viaggio, e contesto culturale artistico, in cui l’opera d’arte drammatica o il nudo enfatizza il manifestarsi della patologia.

I sintomi vengono classificati attraverso le tipologie del disturbo.

Come espressione di disturbo emozionale, si possono avere crisi di panico, ansia somatizzata, palpitazioni, difficoltà respiratorie, malessere al torace, svenimento.

I disturbi di affettività si manifestano con stati di depressione, crisi di pianto, senso di colpa e di angoscia, oppure con stati di sovraeccitazione, euforia, esaltazione, assenza di autoetica.

Come disturbi di pensiero vi è una alterata percezione di suoni e colori o un senso di persecuzione.

Il thriller di Dario Argento, Sindrome di Stendhal, del 1996 con Asia Argento e Thomas Kretschmann, propose in forma esemplare, anche se romanzata, il “gorgo della psiche”, che si innesca da alcuni soggetti al cospetto dell’opera d’arte, assoluta, pura, incontaminata.

 

 

 

IL PRIMORDIALE NELL’ARTE DI SALVATORE PEPE

 

 

di Mariarosaria Salerno

 

Nell’ osservare le opere di Salvatore Pepe ho rievocato inconsciamente tutti gli sforzi che le cosiddette Avanguardie Artistiche del primo Novecento hanno effettuato nell’attuare nuove forme e linguaggi artistici.

Una ricerca durata anni di duro, intenso, sentito e profondo lavoro di ricerca e di sperimentazione.

Ed è quello che si nota nella produzione artistica di Pepe: un lavoro di ricerca formale e tecnica, che si manifesta con un linguaggio puro ed essenziale, solo all’apparenza minimalista; una sperimentazione continua di linguaggi e materiali che portano alle origini e all’essenza della realtà e della vita.

Le molte opere senza titolo fanno ben comprendere che non si è rappresentata volutamente, semplicemente ed accademicamente la realtà circostante, ma che si è andato ben oltre, alla ricerca di un infinito da rappresentare, di un invisibile da rendere visibile, di un primitivo ed ancestrale da condividere, con un percorso tecnico e dialettico, che vuole applicare nuove regole, innovativi canoni e nuovi contenuti.

Si rivela inoltre un assemblaggio tecnico di notevole interesse artistico: la ricerca artistica, di chi come Pepe ha frequentato una ottima Accademia di Belle Arti, associata alla passione per il design puro, tipico dei grandi architetti del Novecento: da Le Courbusier a Gropius, da Mies Van der Rohe a Brill.

Nelle varie opere creative intitolate “Istallazioni”, Salvatore assembla con maestria forme pure e materiali costruttivi diversi (ferro, plastica, rete metallica, tavole in legno, carte, tele, ecc.) creando sequenze operative di straordinario effetto scenico, che sicuramente rievocano materiali e realtà infantili, emerse psicologicamente nella sua continua ricerca materica in un intento di sublimazione delle realtà fruite.

Anche i colori solari, tipici del Mediterraneo, rievocano un’infanzia fatta di riflessione e di meditazione, di assimilazioni e di una realtà positiva; i gialli ocra intensi e tutte le altre graduazione del giallo, così ricorrenti e le sfumature degli azzurri, rievocano cieli infiniti e mari limpidissimi, nella cui realtà Pepe cerca di mettere ordine e simmetria.

Molto utilizzati i colori della natura allo stato puro, dai colori delle “terre”, tipici dei graffiti preistorici, ai verde smeraldo dei fondali marini, alle distese dei prati calabresi.

Tutto ci riporta alle origini, all’arcano, al primordiale, con una costruzione scenica e prospettica completamente nuova, quasi impalpabile, a voler annientare il rapporto spazio-tempo.

Una ricerca che rievoca le applicazioni cubiste ed astrattiste con soluzioni completamente innovative, e rinvia inevitabilmente all’arte di Alberto Burri, per rimanere in Italia, o alle opere esposte presso il Museum of Contemporary Art di Los Angeles di Mark Rothko, e ancora alle esperienze di Pollok.

Minimalista!

Forse, ma solo ad un approccio superficiale, perché l’essenzialità delle forme rinvia ad un intento ben più profondo, che scava nel primordiale, a quel brodo che fermentato, assemblato, compenetrato ha dato origine al mondo, per i pagani; al caos iniziale, che ha ispirato Dio a creare l’Universo, per i credenti.

Tutto acquista ritmo, simmetria, ordine, in una espressione estetica rinnovata.

Questa è l’arte di Salvatore Pepe.

 

 

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Creature fantastiche e misteriose: una disciplina certo molto interessante, ma poco conosciuta


Il fascino della criptozoologia


Di Mariarosaria Salerno


Animali misteriosi, mostri marini, incisioni rupestri di esseri viventi dalle strane forme, leggende e miti che raccontano storie frequentate da donne-uccello, da uomini-cavalli, da donne-pesci: questi gli ambiti di studio della criptozoologia, una branchia della zoologia che si interessa dei misteri del mondo zoologico.

Quali i dubbi sfatati da questa emozionante scienza?

Quali gli ultimi avvistamenti di esseri strani o finora sconosciuti?

Dalle incisioni preistoriche e via, via fino ai giorni nostri, l’arte ha rappresentato la realtà vissuta dagli uomini, il mondo reale che li circondava.

Anche se in molte epoche si sono avute rappresentazioni simboliche, deformate, di dimensioni spesso gigantesche, cioè era dovuto alla funzione propiziatoria, gerarchizzata, magica, oppure allo stile utilizzato.

Di sicuro, in qualsiasi contesto storico l’uomo si trovasse rappresentava ciò che vedeva, fatta eccezione per alcuni stili che esprimevano il mondo onirico o realtà orfiche.

Partendo da questo presupposto, dovremmo affermare che i graffiti delle grotte preistoriche, le rappresentazioni iconografiche antiche e medioevali riproducevano animali realmente esistiti.

Superando i reperti preistorici, alcuni dei quali, per la loro stilizzazione, potevano essere oggetto di interpretazioni contingenti, l’arte antica offre concreti ed efficaci spunti di analisi.

Nell’antico Egitto la Sfinge, una creatura formata da testa umana e corpo di leone, è un valido esempio di animale fantastico, misterioso.

Sarà veramente esistito o era frutto della fantasia di artisti che volevano elevarlo al simbolo della forza sovrana?

Sempre in Egitto troviamo altri animali dal volto umano o uomini dal volto di animali: si tratta del dio Horus, uomo dalla testa di falco, e del dio Thot, con la testa di ibis.

Secondo gli archeologi, queste associazioni erano dovute alle difficoltà degli uomini dell’epoca a dare un volto alle divinità e questi accostamenti uomo-animale venivano operate con l’intenzione di attribuire un significato superumano.

Anche nella produzione artistica dei popoli dell’antica Mesopotamia vi è la presenza di animali misteriosi.

Tori alati col volto di uomini, provenienti dal portale di accesso al palazzo di Chorsabad, sono esposti al Louvre di Parigi e al British Museum di Londra.

Al Pergamon Museum di Berlino si può ammirare uno dei draghi con la testa di serpente proveniente dal portale di Ishtar.

L’arte Egea e Greca, più concretamente legata alla realtà, offre notevoli spunti di riflessione.

Le pitture vascolari con rappresentazioni di polipi giganti e di serpenti marini; la celebre oinochoè esposta al museo del Louvre, con un grifone ed una sfinge; anfore e crateri riccamente decorati a figure zoomorfiche, speso irreali, ne sono un valido esempio.

Nelle metope del Partenone di Atene vi sono le scene della Centauromachia, o battaglia dei Centauri, mostri metà cavallo e metà uomo.

Nella produzione artistica greca spesso ricorrono immagini di sirene, cantate anche nei poemi omerici e riprese nelle decorazioni medioevali, affiancate ad altre figure mostruose.

Tutti questi esseri misteriosi, apparsi nell’arte antica, sono stati studiati dalla criptozoologia, in particolare quelli degli abissi marini.

Ma questa disciplina quali dubbi ha sfatato?

Ha fornito risposte concrete?

Di sicuro le sirene, questi animali fantastici, rappresentati come donne-uccello, o donne-pesci, il cui canto faceva impazzire i marinai, sono esseri realmente esistiti e forse esistono ancora.

Un esemplare di sirenottero imbalsamato, che si era impigliato nelle reti dei pescatori inglesi, è esposto al museo archeologico della marina militare britannica.

Alcune splendide sirene sono state fotografate, negli anni Sessanta, su uno scoglio prospiciente un’isola dell’arcipelago filippino, dove anche ultimamente ci sarebbero stati avvistamenti.

I criptozoologi hanno anche ufficializzato l’esistenza di calamari giganti, di grandi piovre, di serpenti marini e mega meduse.

Le cronache giornalistiche più recenti, e quindi più facilmente documentabili, ci informano di straordinari episodi.

Nel 1973, in Australia, vicino Sidney, durante una burrasca, le onde del mare riversarono sul ponte della nave Cargo Kuranda una gigantesca medusa.

I grandiosi tentacoli lunghi circa sessanta metri, investirono un marinaio, che morì intossicato dal veleno.

Il racconto sembrò inverosimile, ma nelle Bermuda esistono le meduse della specie Cyanea con un ombrello del diametro di tre metri e tentacoli lunghi trenta metri.

Credibili risultarono anche i racconti dei marinai del sommergibile tedesco U-28, che nel 1915, dopo aver silurato il Cargo inglese Iberian, nell’esplosione videro saltare in aria un mostruoso coccodrillo di 20 metri.

La sua descrizione aiutò gli scienziati nell’identificarlo con il monosauro, che può raggiungere i quindici metri, oppure con un regalecus glesne, di cui ne sono stati trovati esemplari di circa dodici metri, come quello pescato pochi anni fa in California.

Le reti dei pescatori hanno aiutato spesso gli studiosi nelle loro ricerche: negli anni ’40 è stata pescata una manta gigante, per tirare la quale è stata utilizzata la gru del porto e della quale esiste documentazione fotografica; come per il calamaro gigante, pescato pochi anni fa in Nuova Zelanda dove è stata organizzata una spedizione dello Smithsonian Istitution di Washington per l’avvistamento di altri esemplari.

Ricerche in atto vi sono anche per l’octopus giganteus, una specie di piovra i cui tentacoli possono raggiungere i 30 metri.

Un mistero ancora irrisolto riguarda i globster, mostri globulari il cui primo ritrovamento accertabile risale al 1896, sulle spiaggia della Florida.

Il globster era lungo 30 metri, largo 6 e pesava 5 tonnellate circa.

Lo zoologo A. Verril, dell’Università di Yale, parlò di un’ enorme piovra, oppure del tessuto di un grosso cetaceo.

Negli anni ’70 i criptozoologi J. Gennaro e R. Mackae, che resiaminarono i reperti, sostennero che si trattava di un cefalopode.

Nel ’62 in Tasmania fu ritrovato un altro grande blocco e successivamente altri nelle isole Bermuda, e di recente in Scozia.

Aspettiamo quindi con curiosità le future scoperte di questa misteriosa ed affascinante scienza.

 

 

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Sempre più spesso si notano copertine e decorazioni di un’arte il cui nome deriva dal colore rosso (minimum)

 

La miniatura: l’antico ritrovato

 

Di Mariarosaria Salerno

 

La storia della miniatura è antichissima, i primi esempi risalgono agli Egizi, che la realizzavano su foglio di papiro utilizzando colori ad acqua, molto ecologici.

Furono però i Greci ad applicarla come decorazione e illustrazione del testo, introducendola in Occidente.

I testi miniati greco-romani più antichi, pervenuti fino a noi, sono opere di letteratura e trattati scientifici risalenti al II secolo a. C.

Dalla fine del IV secolo d.C. cominciarono le decorazioni sui testi sacri.

A seconda del contesto geografico, la miniatura evidenziò caratteristiche particolari, infatti gia nel V-VI secolo d.C., di parla di influssi orientali, bizantini, islamici, indiani, occidentali.

Interessanti i più antichi esemplari dell’Islam: si tratta di copie del Corano realizzati a carattere cufici, e decorati in oro.

In India inoltre si specializzò e diffuse la cosiddetta scuola ebraica, che realizzava miniature particolarmente pregevoli, decorate con simboli sacri, arabeschi, motivi floreali e zoomorfici.

In questo periodo vi è ancora una forte influenza alessandrina, riscontrabile nel Codex miniato di Rossano, conosciuto col nome di Codex Purpureus.

In Europa, fra il VI e VIII secolo, si crearono numerose scuole di miniature, tra cui le principali furono la lombarda, la meravingica, la visigota.

La miniatura europea di questo periodo era molto semplice, le decorazioni si limitavano alla lettera inziale delle pagine ornate con motivi zoomorfici e fitomorfici.

Successivamente, in Irlanda e in Inghilterra si sviluppava la miniatura iberno-sassone, che oltre a decorare le iniziali, ornava bordi e intere pagine con motivi geometrici, intervallati da rappresentazioni antropomorfiche e zoomorfiche.

Pregevoli esempi di questa scuola sono l’Evangelario di Kelles e il libro di Durrow, conservati a Dublino presso il Trinità Collage Library, oppure l’Evangelario di Lindisfarne del British Museum di Londra.

Intorno al Medioevo si ebbe la massima fioritura della miniatura, realizzta dai monaci amanuensi e destinata ai riti sacri del convento o a qualche prelato, che considerava testi sacri quali Evangelari, Bibbia, Salteri illustrati con episodi del nuovo e del vecchio Testamento, utilizzando colori sempre nuovi e più brillanti.

In Oriente, dopo la stasi produttiva generata dall’iconoclastia, gli scriptoria di Bisanzio realizzarono esemplari di codici miniati di grande pregio artistico, tra cui le Omelie di San Gregorio, conservate presso Parigi, alla “Bibliotheque Nazionale”, e il Menologio di Basilio II, della “Biblioteca vaticana” di Roma.

Nel periodo romanico inoltre, si ebbe l’assemblaggio della figurazione bizantina ad un revival di classicismo, sintesi che sfociò in rappresentazioni in grandiosa monumentalità, molto usate nelle miniature tedesche del periodo ottonanio, X-XI secolo, e che ebbe centri privilegiati in Acquisgrana, Treviri, Reims, Colonia, Reichean.

In Italia, intorno al Mille, grande importanza rivestirono gli scriptoria dell’area lombarda, influenzati dall’arte classica romana.

Tutti, comunque, assolvevano ad una precisa funzione didascalica, voluta dalla Chiesa, che preferiva alle decorazioni geometriche o ornamentali, l’illustrazione degli episodi narrati dal testo.

Risalgono a questo periodo le bellissime miniature dei monasteri del Monte Athos, la cui produzione è ritenuta molto elevata tecnicamente e di cui si conserva il Tetravangelo (X secolo).

In Italia, dal XII secolo, vi furono anche i Comuni a dare grande impulso alla miniatura con le realizzazioni di registri pubblici e di raccolte giuridiche.

Tale produzione subiva l’influenza della decorazione tipica di Bisanzio e dell’evoluzione della pittura.

Durante il Medioevo la produzione di testi miniati ebbe una grossa fioritura, raggiungendo l’Apice nel periodo gotico: i Messali, i testi biblici, le vite dei santi venivano realizzati di enormi dimensioni; apparvero i primi libri privati, sia di tipo sacro (devozionali), che profano (trattati, testi classici ecc..), favorendo la costituzione di botteghe laiche.

Le decorazioni divennero sempre più ricche e splendide, con raffinati intrecci floreali che incorniciavano l’intera pagina, in cui ampio spazio aveva l’iniziale istoriata inserita in scene impreziosite dai colori brillanti e dall’uso raffinato dell’oro.

Sorsero vari tipi di scuole, contraddistinte da stili diversi, tra le più importanti quella di Parigi e quella fiamminga, che alla fine del XV secolo rappresentarono l’overture alla grande pittura Rinascimentale da cavalletto, con le ricerche naturalistiche e prospettiche, che si espressero in rappresentazioni paesaggistiche, culminate nel Rinascimento sotto l’impulso dei Mecenati e di grandi artisti, come Beato Angelico e Lorenzo Monaco.

Dal XVI secolo, con l’avvento della stampa e in particolare in Germania con l’incisione, l’arte della miniatura decadde se non per la realizzazione di libri di particolare pregio, mentre si andò sviluppando la cosiddetta miniatura-ritratto, eseguita ad olio su lastre di metallo, che dalla Francia, ad opera di Jean Clonet, si diffuse in tutta Europa raggiungendo nel Settecento il massimo splendore, venendo realizzata anche su oggettini di porcellana, con la tecnica dell’acquarello su olio prediligendo il motivo del paesaggio.

Diffusissime in tutta Europa, scomparvero alla fine dell’ Ottocento con l’avvento della fotografia.

Ultimamente però queste particolari forme artistiche rivivono il loro Revival sia per decorare testi, che per locandine pubblicitarie, anche le tipiche miniature di porcellana, tipiche del Settecento e dell’ Ottocento, stilisticamente interpretate, rivivono in ciondoli e pendagli di vetro, porcellana e pietra dura.

 

 

 

Entusiasmanti le ultime collezioni pittoriche dell’architetto Giovanni Truncellito,  artista versatile e pluripremiato

 

IL TRIONFO DELLA LUCE E DEL COLORE

 

Di Salerno Mariarosaria

 

“ Il Mito e il Belcanto” e “Teorema dell’Incanto” sono le ultime collezioni pittoriche del noto professionista e artista Giovanni Truncellito esposte a Roma, Treviso, Frascati, Lisbona, attualmente a Grenoble presso la Galleria Appia e che hanno conseguiti prestigiosi riconoscimenti,tra cui la targa d’argento del Presidente della Repubblica italiana,il Premio della Presidenza italiana per la Cultura,la Medaille de Vermeil de la ville de Paris,la Palmes Accademiques della Repubblica francese,Arts e Lettres della Repubblica francese.

La produzione dell’artista rivela tutta la voglia di creare,di portare fuori dal colore e dalla luce le immagini,di fare affiorare,senza incertezze nel modo più vivo e reale,iconografie di mondi passati,di leggende,di miti,che rivivono sulla tela come su di un palcoscenico con intensità e poesia.

Ed è una creazione profonda ed emotiva,desiderata con passione,dove l’esplosione del colore e della luce plasticamente prendono forma in immagini di irreale bellezza.

I corpi, “scolpiti dal pennello”,descrivono forme sinuose ed eleganti,che,nei loro movimenti,esprimono la poetica dell’estetica e dell’armonia.

I personaggi escono dall’Universo caleidoscopico,dove la purezza della luce abbraccia l’essenza cromatica in un connubio fantastico,ma non irreale,anzi di sfolgorante bellezza.

La creazione dell’Universo pittorico di Giovanni Truncellito esplode in tutta la sua forza ed intensità:quelle immagini prendono forma sulla tela come la vita generata dal brodo primordiale,come la creazione del Mondo e di Adamo ed Eva,come l’eruzione di un vulcano,con i colori intensi del fuoco o languidi dell’acqua,dove l’infinito del cielo si perde nel fluire del pennello e riappare in intense sfumature di albe e di tramonti.

C’è qualcosa di ancestrale,dal fascino primitivo e selvaggio,ma anche di dolcezza innata,che avvolge e rapisce l’osservatore,il quale non trova certo difficoltà ad immergersi in questo mondo che sembra abbracciarlo e nel quale il mito si concretizza in rappresentazioni quasi viventi per intensità emotiva e per coinvolgimento visivo.

La cultura classica con i suoi miti e le sue leggende dalle radici profonde e misteriose,viene espressa con appassionata partecipazione emotiva ,in cui sicuramente ethos e pathos sono stati il primordiale imput ad una ispirazione forte e dinamica,intimistica e raffinata,che esprime una ricerca tendente alla completezza nella sua forma più alta e sublime.

Nulla è lasciato nell’incertezza,nel non realizzato o nel non finito;tutto prende forma e colore;e non c’è spazio per le brutture del mondo,per lo squallore,la meschinità,che vengono annientati dalle abbaglianti e sfolgoranti sublimazioni del messaggio iconografico.

La componente sensibile dell’artista affiora con schiettezza e naturalezza , assemblando ai miti di ieri,paesaggi di oggi,con un rapporto spazio-tempo fluido,ma immutato.

La scelta dei colori è strettamente legata agli stati d’animo: dolci,ma forti,di accettazione delle leggi dell’Universo,ma anche dinamiche e propositive;come le linee che appaiono morbide e fluide,ma definite con incisività.

Anche i personaggi risentono di questa complessità e ricchezza interiore ,che riesce ad armonizzare note contrastanti:i rilassanti verdi fanno da cornice a splendide figure femminili,che sembrano prender forma dalle viscere della terra,oppure abbaglianti essere umani si stagliano su lingue di fuoco.

Complessa,intensa,ricca di amore per la vita questa mostra di Giovanni Truncellito, del quale conoscevo già tante altre opere,la sua grande versatilità e bravura nell’usare tecniche e stili differenti,la sua sensibilità e creatività di architetto,ma mai come ora.

Guardando queste opere sono stata rapita dalla grandezza e dalla forza della natura.

E’ stato come assistere da vicino all’eruzione di un vulcano con tutta la sua intensità e grandiosità,oppure guardare dall’alto di un aereo un uragano sprigionare la sua terribile forza ed accorgersi che oltre al pathos,alla forza della passione,vi è l’ethos,la forza del sentimento,ricco di sensazioni pure ed intimistiche,quelle forse più vere,perché più nostre,quelle che teniamo più nascoste,ma che si palesano nei momenti più importanti della nostra vita.

Nelle opere di Giovanni Truncellito affiorano con dolcezza e passione il mondo interiore, il retaggio culturale ed umano, i desideri, cromosomi della creazione artistica.

La Magna Grecia ha senz’altro esercitato una influenza forte con il suo fascino mitologico;la cultura classica è stata la Musa ispiratrice per le forme plastiche e i linguaggi formali,ma è la natura con la sua forza che vive e che parla,che invia il suo messaggio;una natura che come il Mar Jonio ti abbraccia con le sue onde protettive per coprirti e ripararti dalle brutture del mondo ed avvolgerti in quello splendido,rilassante,tenue dolcissimo colore celeste.

Spero presto che l’artista ,che peraltro ha già omaggiato la Calabria, esponendo nel 2002 le sue bellissime opere a Crotone,presso il Museo d’arte contemporanea,voglia regalarci ancora intense e profonde emozioni ritornando ad esporre nella nostra regione.

Salerno Mariarosaria

 

L ‘ ARTE … DI SOGNARE

 

Di Mariarosaria Salerno

 

L’arte per la sua componente sensibile, ricca di sensazioni e carica di emozioni, è in simbiosi sinergica con la sfera onirica.

L’artista, in quanto tale, trae spunto da qualsiasi sensazione, anche la più sottile, per poter essere ispirato: in questa fase possiede una ricettività, che abbandona la sfera materiale per aprire i canali ad una dimensione fatta esclusivamente di sensazioni, quelle che poi riuscirà a trasmettere con la sua creazione, e quelle che anche i fruitori dell’arte percepiranno a livello emozionale.

Le sensazioni sono sempre contingenti ed estemporanee e variano da soggetto a soggetto, da attimo ad attimo, ma aiutano a far affiorare, spesso senza averne consapevolezza, la dimensione più intimistica dell’uomo, quella dimensione onirica, usata come strumento terapeutico dalla psicanalisi freudiana, che ha influenzato in modo visibile e concreto gli stili artistici dell’Ottocento e a ancor più quelli del Novecento, primo fra tutti il Surrealismo, ma anche il Cubismo, l’Astrattismo, il Futurismo.

Il sogno surrealista non è certo paragonabile ai sogni biblici,quali messaggi di Dio, né ha la valenza simbolica attribuita da Apollonio Rodio o quella profetica di Callimaco; non può nemmeno considerarsi come “sonnium “,”oraculum” o “visio” secondo le interpretazioni di Cicerone, anche se forse per alcune sfumature potrebbero esserci punti di convergenza; né riduttivamente il sogno può essere considerato quale riproduzione di sensazioni come voleva Lucrezio.

Il sogno dell’artista surrealista non è presagio di sofferenza come in Pascoli, nemmeno quando è sofferto, struggente o drammatico, perché abbraccia dimensioni più ampie.

Nelle opere d’arte delle avanguardie artistiche c’è l’intero Universo, con forme reali ed al tempo stesso trascendentali,tangibili ed orfiche, materiche e metafisiche.

L’artista si esprime con tutto il suo essere, proietta all’esterno un mondo che non è solo quello materiale, rivela in sinergia armonica tutto il pathos, l’eros e l’ethos manifestati nell’Universo, sviscerabili o plasmabili materialmente, ma proiettanti realtà parallele immateriali, che sono visibili e fruibili solo da chi intercetta le stesse lunghezze d’onda.

Per questo, in particolare durante mostre di arte contemporanea , spesso si sentono dichiarazioni del tipo:<<Cosa vogliono esprimere queste strisce di colore chiamate “Stati d’animo”?>> ,<< Non si capisce niente!>>, oppure: << Come fanno i cubisti a dipingere le figure così deformate, strabiche ……. Che mente devono avere ? Devono essere pazzi!>>.

In fondo tutti i geni sono pazzi, ma non tutti i pazzi sono geni.

Bisogna avere la capacità di riconoscerli e di distinguerli.

Quando guardate opere d’arte, provate….. a chiudere gli occhi e …. a sognare.

 

 

Estratto da una lezione sul “ sogno” e sui vari possibili agganci interdisciplinari

 

 

L’OTTAGONO ED I SUOI VARI SIGNIFICATI

 

 

…….Nelle progettazioni architettoniche la forma ad ottagono non sempre è stata una scelta puramente stilistica o funzionale, spesso ha rivestito un significato esoterico, come nella progettazione di Castel del Monte ad Andria (Bari), voluta da Federico II di Svevia, molto probabilmente non come maniero o baluardo di difesa, bensì come laboratorio scientifico, centro di studio e di ricerca.

Federico II, pur essendo vissuto nel Medioevo, era molto aperto alla cultura, soprattutto quella scientifica, matematica, ed esoterica di tipo islamico.

La forma ad ottagono del castello ,che si sviluppa su una corte anch’essa ottagonale e che presenta otto torri angolari, a loro volta a pianta ottagonale, trae origine dal numero otto, il cui significato esoterico è duplice ed affonda le radici sia nell’esoterismo ,che nell’astrologia: la forma ottogonale infatti trae origine dalla sovrapposizione ruotata di due quadrati ( e quattro sono i punti cardinali) e dall’ottava casa astrologica, settore della morte, ma anche della rinascita, della fine di qualcosa di materiale, ma nel contempo dell’inizio di una vita spirituale.

Il dualismo del numero otto e dell’ottava casa astrologica è ricco di significati.

Il numero otto comunque esprime sempre un significato più ampio, basti ricordare che se da verticale diviene orizzontale si ha il simbolo dell’infinito, utilizzato in matematica,pertanto è espressione di una realtà virtuale, fatta di nature parallele, dove vi è doppiezza, inversione, rovescio,sia materiale che spirituale…..sono facce di una stessa medaglia.

Quindi si può pensare che Castel del Monte non fosse stato realizzato a scopo difensivo, quale maniero, né come residenza di caccia, bensì come laboratorio scientifico, luogo di cultura e di ricerca.

 

 

 

IL SIGNIFICATO DELLA BELLEZZA

 

Talvolta si fa coincidere la bellezza con l’estetica e l’estetica con le varie valenze della bellezza.

Tale paragone appare troppo semplicistico per dare una definizione al concetto che si vuole esprimere e alla sue molteplici implicazioni.

L’estetica infatti non è armonia di forme e di proporzioni, ma la ricchezza mentale, la capacità di esprimerle, la versatilità di penetrare i misteri dell’universo, appropriandosi delle leggi fisiche.

 

 

 

 

LEGGI TUTELA BENI CULTURALI


L 2359/1865 (protezione patrimonio storico artistico, in merito all’esproprio)


RD 603/1870 (rimette in funzione in via temporanea i federcommessi vincolo nelle proprietà private dello Stato Pontificio)


RD 3859/1886


L 185/1902 (tutela storico-artistico. Legge di difficile applicazione per cui si rifà alla L.364/1909)


L 386/1907 (norme sugli uffici e il personale delle antichità e belle arti)


L 364/1909 (controllo edilizio; afferma l’interesse pubblico sul privato)


RD 363/1913


L778/1922 (bellezze naturali, paesistiche e panoramiche)


RD 1889/123 (compilazione catalogo monumenti storico-archeologici-artistici)


RD 1917/127 (custodia, conservazione, contabilità materiale storico statale)


RDL 623/137 (tassa sull’esportazione delle cose d’arte)


Riforma Bottai sostituisce la legge del 1909 con

L 1089/1939 (tutela storico-artistico e sulle architetture minori)


L 1497/ 1939 (protezione bellezze naturali (regolamento di esecuzione RD1357/1940) ville, giardini, parchi, bellezze panoramiche, complessi di cose immobili, singolarità geologiche. L’art. 10 introduce l’etimologia di bellezze individue e bellezze d’insieme)


L 1150/1942 (l’urbanistica, controllo dallo sviluppo della città PRG-PTC-PPA)

Art. 9 della Costituzione (“…tutela il paesaggio ed il patrimonio storico e artistico della Nazione”)


L 310/1964 (istitutiva della Commissione Franceschini, che si espresse sul concetto di Beni Culturali “che costituisca testimonianze avente valore di civiltà”; ampliato dal DL 657/1974, convertito nelle L 5/1975)


DPR 1409/1963 (attribuzione competenze al M.B.C. e A in materia di archivi)


DPR 171/1073


DPR 791/1973


DL 657/1974 (istitutiva del Ministero per i B.C. e A convertito con la L 5/1975)


L 5/1975 (attribuiva al Ministero dei B.C. e A. competenze spettanti prima al Ministero della Pubbl. Istruzione o alla Presidenze del Consiglio dei Ministri)


DPR 805/1975 (Organizzazione del Ministero per i B.C. e A. che si orticola in :

ORGANI CENTRALI

°Uff. centrali per i B.A.A.A.AS.

°Uff. centrali per i B.archivistici

°Uff. centrali per i B.librari e istituti culturali

°Direzione generale per gli affari generali amministrativi e del personale

ISTITUTI CENTRALI

°Istituto centrale per il catalogo e la documentazione

°Istituto centrale per il catalogo unico delle biblioteche italiane e informazioni

°Istituto centrale per la patologia del libbro

°Istituto centrale per il restauro

ORGANI PERIFERICI

°Soprintendenze archeologiche

°Soprintendenze per i beni artistici e storici

°Soprintendenze per i beni ambientali e architettonici

°Soprintendenze archivistiche

°Archivi di Stato

ORGANI CONSULTIVI

°Consiglio Nazionale per i B.C.A. che si pronuncia sulla programmazione dello Stato per i B.C., esprime pareri sui programmi nazionali, verifica le attività

L.382/1975 (controllo centrale dello Stato sulle funzioni delle Regioni in caso di non adempimento)

DPR 616/1975 (delega alle regioni delle funzioni previste dalle L.1497/1939 inoltre funzioni amministrative, riserve, parchi naturali, aree archeologiche)

L431/1985 (poteri di intervento e controllo sulle Regioni)

“Legge Galasso”

L765/1967 integra la L.1150/42

L865/1971

L457/1978

Direttiva CEE 337/1985 (obbligatorietà procedura Via, confermata art.6L349/1986)

VIA=valutazione impatto ambientale

Email:. salernomariarosaria@yahoo.it

 

 


BIO: Mariarosaria Salerno

NOTE BIOGRAFICHE

 

 

Salerno Mariarosaria, nata a Reggio Calabria, risiede a Cosenza, dove insegna disegno e storia dell’Arte negli Istituti Superiori.

Laureata in Architettura presso l’Universita’ degli Studi di Reggio Calabria, si è specializzata a Roma in Tecniche della Conservazione dei Beni Culturali , conseguendo anche i titoli di Tecnico V.I.A. e di Addetto alla P.A., presso l’Istituto Superiore Europeo di studi politici, di Reggio Calabria.

Pluriabilitata all’insegnamento, ha collaborato a numerosi progetti ministeriali, ed ha conseguito numerosi riconoscimenti in premi e concorsi letterari:

- Premio Nazionale “Mater”, Carrara,1990;

- Premio Lett. Naz. ”Alfonso di Benedetto”, Chiusia Pesio (CN), 1990;

- Premio “Citta’ del Marmo “, Carrara,1990;

- Premio “Natale”, Carrara,1990;

- Premio Internaz, permanente “Oggi futuro”, Reggio Cal.,1990/1991;

- Premio Naz. “Primavera Strianese”, Striano (NA), 1991;

- Premio Lett. Internaz. “Trofeo degli Appennini”, Luco, 1991;

- Premio Internaz. “nuovi orizzonti”, Sorrento, 1991;

- Premio Internaz. “Seleuropa”, Luco, 1991;

- Premio Naz. “Citta’ di Latina”, Latina,1991;

- Premio Lett. Internaz. “valori della vita”, Napoli,1991;

- Premio “Calabria 79 ”, Praia a Mare (CS), 1991;

- V° concorso Lett. Internaz. “Giovanni Gronchi”, Pontedera (PI),1991;

- XXI° Conc. Internaz. “Golfo di Napoli”, Sorrento, 1992;

- XXIII° Conc. Internaz. “Giuseppe Ungaretti”, Sorrento,1992;

- Premio Lett. Naz. “Dante Alighieri”, Montecatini,1992;

- XXIIIª Ed. Conc. Internaz.”Premio San Valentino”, Terni,1992;

- XXIIª Ed. Conc. Internaz.”Premio Madre Terra, Sorella Acqua”, Assisi,1993;

- I° Premio Lett. Naz. “Omaggio a Giacomo Puccini”, Lido di Camaiore,1993;

- Concorso Lett. Internaz.”Premio Umbria”,1993;

- Premio “Citta’ di Viareggio”, Lido di Camaiore,1993;

- Concorso Internaz. “G. Ungaretti”, XXVIII Ed., Napoli,1998;

- Premio Internaz. “Citta’ di Santa Maria a Monte”, 2000;

- Premio Naz. “Litorale Pisano”, Pisa, 2000;

- Granpremio Internaz. “ Interart, Carrara-Hallstahammar, Carrara e Hallstahammar (Svezia), 2000;

- Concorso Internaz. “Citta’ di Avellino”, Avellino, 2001;

- Premio Nazionale Histonium, XXIVª Ed. Vasto( Ch), 2009;

- I° Concorso di Poesia inedita “ il Federiciano”, Rocca Imperiale(CS), 2009.

È presente in numerose antologie poetiche e riviste con poesie, racconti e saggi; ha collaborato con recensioni e racconti alla rivista “Gli Artisti del giorno”, Cuneo,1990-1991; articoli a carattere storico-artistico e poesie sono presenti nel periodico “L’AltraReggio”,1990-1991; ha curato per l’Istituto d’Arte di Locri (RC) “ L’Annuario 1998”;

ha pubblicato il volumetto “Castelli di Calabria - storia, arte, folklore”, Ed. Pellegrini, Cosenza,1999; ha collaborato con la rivista “Nuova Dimensione” con articoli a carattere storico , artistico o antropologico, Vibo Valentia, 2003-2004; è presente con una sua parte nel” I° Quaderno del Liceo”, 2006, realizzato dal Liceo Classico di Trebisacce (CS), su una ricerca condotta dal prof. Bellino dell’Universita’ di Napoli sulle problematiche adolescenziali; ha pubblicato una prima silloge poetica intitolata “Pennellate d’Azzurro”, Ed. il Filo, Roma 2008; ha pubblicato il volume intitolato “Il Portale nei secoli”, l’Officina delle Idee Edizioni, Cosenza, 2009; ha pubblicato per i tipi della Cliodea Editrice (2010) la Silloge poetica "Le Parole del Cuore"; è redattrice per la Calabria di cronache italiane, testata dell’Ansa. inoltre, per il liceo classico di Melito Porto Salvo (RC), ha curato i costumi e le scene della “Medea”,1995; per l’IPSSCTSP di Vibo Valentia ha realizzato le scenografie della rappresentazione teatrale “La Giara”, 2001; ha collaborato alla realizzazione di mostre e di carri allegorici di carnevale per l’Istituto Statale d’Arte di Locri (RC), 1998-1999, per conto del quale ha prodotto uno studio sul gioiello magnogreco, la cui collezione è stata poi realizzata dall’orafo Gerardo Sacco; è presente in cataloghi artistici e siti internet con recensioni d’arte, tradotti anche in lingua straniera; è stata relatrice in numerosi convegni e conferenze. Collabora dal 2009 con la Casa Editrice Cliodea, cui cura e dirige la "Collana di Storia dell'Arte e Architettura" ed è membro prezioso e qualificato, nella gestione e supervisione delle attività culturali ed artistiche del Comitato tecnico-scientifico, della Redazione Editoriale di Cosenza. E' vice presidente dell'Associazione Culturale CREDENDOVIDES INTERNATIONAL ONLUS, di prossima istituzione.

In corso di Lavorazione Editoriale: "La Primavera" Rivelata

> In corso di Lavorazione Editoriale il nuovo Libro di Mariarosaria Salerno:

  1. "La Primavera Rivelata" - Chiave di Lettura alla Decodificazione dei Messaggi Ermetici e al Simbolismo Esoterico della Rinascenza.
  2. Saggio della Collana di Storia dell'Arte e Architettura diretta e curata dalla prof. Mariarosaria Salerno.
  3. Indagine filologica, artistica e filosofica sull'Opera pittorica del celebre Maestro Rinascimentale "Sandro Botticelli": Analisi delle fonti storiche e filologiche, e disamina filosofica della "Cultura Artistica Iniziatica" del Rinascimento Italiano - Ermetismo e Simbolismo Rinascimentale.

Per Info e Prenotazioni del Libro www.editricecliodea.com - Form Contatti!

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> Bozza di pre-editing (in attesa della copertina definitiva).

14/10/2010

3a Edizione della Fiera del Libro Calabrese

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> La Casa Editrice Cliodea, Editoria Indipendente, libera e solidale ci sarà con tutte le sue ultime produzioni! by www.editricecliodea.com
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04/10/2010

PREMIO LETTERARIO DI CULTURA EUROPEA: Prima Edizione Città di Cosenza

Il Circolo Culturale Re Alarico di Cosenza, convivio letterario libero e autonomo, che si propone per la promozione e fruizione del patrimonio culturale del territorio calabrese nel panorama nazionale ed internazionale, finalizzando le proprie attività allo studio e valorizzazione di quei fenomeni sociali, politici ed antropologici che hanno edificato le basi della cultura, della storia e dell'arte della città di Cosenza, in collaborazione con l'Agenzia Cliodea Press & Comunication di Atanasio Bisignano Editore, promuove il Concorso Letterario, per la Prima Edizione del Premio di Narrativa e Poesia Inedita Europea: “Popoli e civiltà a confronto” - Alarico ed il suo Tempo.



PREMIO LETTERARIO DI CULTURA EUROPEA
Prima edizione - CITTA' DI COSENZA

“Popoli e civiltà a confronto – ALARICO ED IL SUO TEMPO”

BANDO DI CONCORSO

Art . 1 – Finalità ed ambito del concorso

Con lo svolgimento del concorso di cui al presente bando e della relativa cerimonia di premiazione, si intendono promuovere lo scambio e le relazioni culturali tra le città italiane ed europee, in particolare alimentando la partecipazione degli studenti e degli artisti più giovani e diffondendo la conoscenza della storia, delle tradizioni e dei personaggi più rappresentativi delle diverse comunità.
In particolare, il presente concorso intende fornire l’occasione per valorizzare ed approfondire la figura di Alarico ( il re dei Visigoti morto nel 410), che ha rappresentato, tra gli altri, un periodo fondamentale nell’evoluzione della storia europea, nell’incontro e nella fusione di diverse civiltà, lasciando tracce lungo un percorso che coinvolge diverse città e nazioni.
Il Circolo culturale Re Alarico di Cosenza, promotore dell’iniziativa, intende valorizzare la città che la leggenda indica come luogo di sepoltura del Re dei Visigoti, celebrando proprio nell’antica “Consentia” la giornata della premiazione ufficiale dei vincitori del concorso, prevista per il 26 MARZO 2011.
Alla giornata della premiazione saranno invitati esponenti del mondo culturale ed editoriale, nonché le più rappresentative cariche istituzionali locali impegnate nel settore della cultura.
Il concorso si svolgerà mettendo a confronto e valutando tutti gli elaborati di narrativa e di poesia pervenuti, in modo da valorizzare la più ampia possibile manifestazione del pensiero, della fantasia
e delle conoscenze acquisite.

Art .2 – Requisiti di ammissione

Possono iscriversi e partecipare al presente concorso tutti coloro i quali abbiano una età compresa tra i 16 ed i 25 anni, che siano residenti in Italia o in uno dei Paesi dell’Unione Europea e che parlino e scrivano correttamente in lingua italiana o che comunque presentino l’elaborato tradotto in lingua italiana.

Art. 3 – Sezioni

Il concorso comprende due sezioni: NARRATIVA – POESIA.
I partecipanti possono concorrere nell’ambito di una sola sezione e con un solo elaborato originale che sia incentrato sulla figura di Alarico e sul periodo storico in cui è vissuto.
Per la narrativa si può partecipare con la presentazione di un componimento che sia inquadrabile nella struttura del c.d. “racconto breve”.

Art. 4 – Informazioni, adesione e conferma partecipazione

Gli aspiranti dovranno inviare richiesta di partecipazione al concorso, entro e non oltre le ore 24 del giorno 20 NOVEMBRE 2010, inoltrando una email all’indirizzo circolorealarico@live.it , indicando nell’oggetto “PARTECIPAZIONE PREMIO LETTERARIO SU ALARICO” .
L’ email dovrà indicare la volontà espressa di partecipare con opere originali ed inedite composte dal richiedente, nonché indirizzo di residenza o domicilio, numero di telefono e riferimenti di un documento di identità. Entro il successivo giorno 25 NOVEMBRE 2010, verrà comunicato a tutti gli aspiranti se è stato raggiunto il numero minimo di partecipanti (50) e tutte le ulteriori fasi di svolgimento ai sensi del presente bando.

Art . 5 – Commissione giudicatrice

Verificato il raggiungimento del numero minimo di partecipanti (50), stabilito per attivare lo svolgimento del concorso, verrà istituita la Commissione giudicatrice, composta da due membri del Circolo culturale promotore e da tre membri esterni, scelti tra titolati ed impegnati nel mondo della cultura, dell’editoria o di chiara fama nel campo delle lettere e dell’arte. Le operazioni di insediamento della Commissione e di organizzazione delle fasi preliminari del concorso saranno guidate dal presidente del Circolo Re Alarico, Michele Arnoni (michelearnoni@hotmail.com) , il quale provvederà ad inoltrare a tutti i partecipanti, che hanno confermato la partecipazione, il modulo da compilare e riferimenti per il versamento, nonché i nominativi dei commissari. Il presidente del Circolo fornirà ogni altra eventuale informazione relativa al Concorso.

Art. 6 – Conferma partecipazione e versamento

Gli aspiranti dovranno provvedere, entro e non oltre il giorno 05 DICEMBRE 2010 al versamento della quota di € 15,00 (quindici euro), mediante bonifico bancario, vaglia postale o ricarica di carta postepay, i cui riferimenti saranno comunicati non appena confermato lo svolgimento del concorso. La partecipazione al concorso e quindi l’esame dei relativi elaborati saranno considerati solo ed esclusivamente per coloro i quali avranno provveduto entro la data prevista al versamento della quota di iscrizione. In caso di mancata partecipazione al concorso per causa non imputabile agli organizzatori, la quota eventualmente versata non verrà restituita.

Art. 7 – Spedizione e ricezione elaborati – sede legale concorso

Ogni elaborato dovrà essere inviato all’indirizzo della presidenza del Circolo con un unico plico per via postale, in forma cartacea in numero 5 copie, delle quali 4 copie libere ed assolutamente anonime ed una collegata alle altre in busta chiusa.
La busta sigillata dovrà contenere: 1) modulo di partecipazione compilato e sottoscritto - 2) copia dell’elaborato corredata di dati anagrafici dell’autore, con indirizzo, numero di telefono, indirizzo email e firma in originale. Le buste dovranno contenere intestazione indicante la sezione prescelta .
Gli elaborati ed il modulo di adesione debitamente compilati vanno spediti con raccomandata A/R entro e non oltre il 30 DICEMBRE 2010 ( farà fede il timbro postale di spedizione) al seguente indirizzo:

CIRCOLO CULTURALE “RE ALARICO”
C/O: AVV. MICHELE ARNONI – VIA ALIMENA 14
87100 – COSENZA

Il presidente ed il segretario del Circolo, verificati segretamente requisiti e moduli di iscrizione, provvederanno a trasmettere ai membri della Commissione giudicatrice i plichi contenenti gli elaborati senza riferimenti all’autore.

Art . 8 – Valutazione elaborati, decisione commissione e premiazione.

Il giudizio della giuria è insindacabile ed inappellabile e sarà comunicato, previa verbalizzazione delle decisioni, via email e telefonicamente ai primi tre classificati in ciascuna sezione, i quali saranno invitati a partecipare alla cerimonia di premiazione, che sarà preceduta da comunicazione pubblica dei risultati e diffusione dell’evento e dei nominativi. I vincitori dei primi premi delle due sezioni saranno comunicati e nominati nella giornata della premiazione.
Il giorno della premiazione è fissato per il giorno 26 MARZO 2010, in luogo istituzionale della città di Cosenza, salvo diverse disposizioni che saranno tempestivamente comunicate.

Al 1° classificato di ciascuna sezione, verrà consegnata una targa di partecipazione ed una somma in danaro ( € 250,00 – duecentocinquanta euro)
Il 2° e 3° classificato riceveranno una targa ricordo di partecipazione.

I vincitori dovranno ritirare personalmente i premi o delegare una persona a tale scopo, facendosi carico di spese di viaggio e di alloggio per la città di Cosenza.
Se richiesto, i premi non ritirati potranno esser recapitati agli interessati che ne faranno richiesta.
I minorenni dovranno ritirare il premio in presenza dei genitori.
I concorrenti non premiati, che per ragioni personali o di curriculum, vorranno ricevere una attestato di partecipazione, possono richiederlo versando la ulteriore somma di € 6,00 ( quale spesa di stampa ed invio postale) con le medesime modalità previste per la quota di partecipazione.

Art. 9 – Pubblicità e pubblicazioni

Il presente bando, i dati di svolgimento, eventuali rettifiche ed i risultati del concorso saranno pubblicati sul sito internet del Circolo Re Alarico (www.circolorealarico.it - sezione ATTIVITA'), sulle riviste, sui quotidiani della zona e sui siti internet che generalmente pubblicano bandi similari (www.poetare.it/concorsi.html - www.forumautori.com - www.kimerik.it/concorsi/concorsi.asp).

Art. 10 – Responsabilità

L’ organizzazione non si assume alcuna responsabilità su eventuali plagi, dati non veritieri, violazioni della privacy o di qualunque altro atto non conforme alla legge compiuto dall’ autore, nonché di eventuali danneggiamenti, furti, ritardi postali e diffusione delle opere successiva al concorso.

Art . 11 – Accettazione e consenso trattamento dati

La partecipazione al concorso implica l’accettazione incondizionata del presente bando e l’autorizzazione al trattamento dei dati personali (Legge 675/1996 e D.L. 196/2003 ). Il mancato rispetto delle norme sopra descritte comporta l’esclusione dal concorso.

COSENZA, 2 OTTOBRE 2010
Il presidente del Circolo
Avv. Michele Arnoni

Uff. Stampa e Comunicazione Cliodea

Resp. prof.ssa Donatella Bisignano

03/10/2010

Studio Critico: "La Pittura Cosmica" in Italia

 

LA PITTURA COSMICA DEL MAESTRO CARLO MENDICINO


Di Mariarosaria Salerno


In occasione di una conferenza avente come tematica “Il mondo di Alice”, inteso come espressione di realtà doppie e parallele, partecipai in qualità di relatrice affrontando il tema “La rappresentazione del non visibile nella poetica cubista”, dove oltre ad evidenziare le particolarità della rappresentazione cubista, approfondendo il cubismo orfico, mi soffermavo sul ruolo dell’artista-genio, colui che ha la capacità di vedere la realtà non solo con l’occhio fisico, ma anche e soprattutto con l’occhio del cuore e della mente.

Una visione totalitaria che va oltre la materia.

Ed è proprio con l’occhio del cuore e della mente che il maestro Carlo Mendicino realizza le sue opere, perché bisogna usare l’occhio del cuore, quello delle emozioni e dei sentimenti forti e puri, per esprimere una poetica così elevata, e l’occhio della mente, che ha la facoltà di portarti e relazionarti con l’infinito; la mente, che con la sua capacità annulla spazio e tempo, si muove ad una velocità maggiore della luce e nel giro di pochi secondi riesce a portarti in altri mondi, in altre galassie, nell’universo infinito.

Carlo Mendicino viaggia virtualmente nell’universo con facoltà non comuni, inutilizzati dai più, per fruire realtà diverse, realtà di cui coglie l’essenza con una visione prospettica totalitaria, completa, che tecnicamente applica mirabilmente nelle sue opere.

La prospettiva che lui utilizza, che definirei “prospettiva cosmica”, è completamente innovativa, e non si basa sulla prospettiva tecnica brunelleschiana, né sulle prospettive degli avanguardisti del primo Novecento, né può paragonarsi alla visione cubista, che peraltro annulla quasi ogni definizione prospettica tradizionale e consente la simultaneità della rappresentazione determinando una deformazione visiva dovuta alle proiezioni dei vari piani rappresentati; la prospettiva del maestro Mendicino è una tecnica che necessita di un occhio particolarmente acuto e sensibile, oltre che allenato, per scoprire i vari punti di vista, simultanei, utilizzati per la visione, che è una visione realistica.

La rappresentazione di mondi, di galassie, di nebulose, di creazioni, con i colori soffuse delle albe e dei tramonti e le varie infinite sfumature del creato costituiscono la definizione iconografica e l’essenza della poetica del maestro Carlo Mendicino, una “pittura cosmica”, che parte dal caos primordiale, quel brodo ancestrale ed alchemico, che ispirò Dio a mettere un po’ d’ordine nell’universo, regolandolo da leggi fisiche.

Il maestro non ha una visione parziale della realtà che rappresenta, ma con l’occhio della mente, che in precedenti esperienze ha conosciuto tutto l’universo rappresentato e ne ha immagazzinato l’essenza nella sua totalità, realizza squarci di rara bellezza.

Non siamo nel mondo della fantasia, né del non reale, né del concreto mentale, né di rappresentazione di una realtà onirica, cioè fruibile solo con i sogni, come per i surrealisti, o di una realtà orfica, immaginaria, costruita nei meandri della mente; si tratta invece di una rappresentazione reale, che si esprime attraverso stadi evolutivi, dove non vi è nulla di illusorio o di allusivo.

La pittura cosmica del maestro Mendicino non deve essere fruita a livello fisico, per essere compresa, deve essere emozionalmente sentita a livello sensibile, penetrando le leggi del mistero, il cui possesso da la capacità di condurti all’estremità dell’Universo, di farti viaggiare ad una velocità superiore a quella della luce, a condurti con la mente in altre galassie, facendoti assaporare e fruire la nuova realtà, una realtà superiore, nata dalla ricerca di dimensioni superiori, espressione di armonia cosmica.

Solo allora si potrà viaggiare virtualmente nello spazio infinito e nel tempo illimitato, penetrare i misteri più criptici dell’universo, scoprire le leggi della materia.

Chi utilizza questo percorso, di natura esoterica, è sicuramente un iniziato all’arte, intesa nella forma più pura, assoluta e universale.

Viaggia con la propria mente, visitando non solo il mondo e l’Universo, ma tutte le realtà parallele, penetrando in dimensioni soprasensibili.

Un’arte esteticamente piacevole per molti fruitori, ma comprensibile da solo da chi intercetta le stesse lunghezze d’onde: le onde cosmiche dell’Universo infinito.

Cosenza 30 Settembre 2010

Salerno Mariarosaria

27/09/2010

1° Concorso Nazionale "Sulle Tracce dei Templari"

> Photogallery della Kermesse di Premiazione del 1° Concorso Nazionale di Narrativa Storica Inedita: "Sulle Tracce dei Templari", promosso dall'Associazione Culturale "Sifeum" di Castrovillari (CS) 25/09/2010. Protoconvento Francescano di Castrovillari. Nelle foto: la rappresentanza della Casa Editrice Cliodea, l'Editore Atanasio Bisignano, la prof.ssa Donatella Bisignano, la prof.ssa Mariarosaria Salerno, il prof. Pasquale Nicoletti; la dirigenza dell'Ass. Culturale Sifeum: la dott.ssa Ines Ferrante, il prof. Pasquale Moschiano, il prof. Guglielmo Viti, il dott. Giuseppe Lanza, l' avv. Claudio Zicari.

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26/09/2010

Nota critica: La produzione pittorica di Giovanni Cimino

Recensione:

 

La produzione pittorica del Cimino raccoglie in sè, tutta la forza e la suggestione della materia cosmica. Nelle sue raffigurazioni, si scorge la lucida e determinata considerazione della natura umana, su più livelli esistenziali.

E' proprio nell'alternarsi degli intervalli figurativi, che balenano gli sprazzi contrastanti della coscienza umana, I suoi virtuosismi pittorici, nonché l'uso sapiente della materia cromatica, si concertano per rappresentare la dimensione terrena e spirituale dell'uomo. Il suo è uno sguardo, a tratti onirico, quasi un messaggio catartico, che libera l'essere dalle mire malefiche del male oscuro e lo proietta verso i piani evolutivi e iniziatici del sommo bene. Il suo diventa un moderno umanesimo e "un invito ad accettare la natura introspettiva dell'uomo, quale unico depositario del messaggio divino".

La ricerca del metafisico diviene, dunque, l'anello di congiunzione tra la primordiale essenza umana e la sintesi divina. Passato, presente e futuro coesistono, in un alternarsi frammentario di immagini, colori ed emozioni, veicolate nella dimensione del reale.

Le sue immagini sono finestre, a tratti celate, da cui scorgere la propria identità e aperte sul mondo della psiche umana. Pertanto, la materia viene sondata, sviscerata, destrutturata, distrutta e ricostruita in un incessante processo di perfezionamento, che come suggerisce l'artista, giunge al culmine con la consapevolezza del divino e l'esplorazione dell'Infinito.

 

L'Editore